Citazione spirituale

Le beatitudini evangeliche

di

Raniero Cantalamessa


Copertina di 'Le beatitudini evangeliche'
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EAN 9788821593123

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Descrizione
Tipo Libro Titolo Le beatitudini evangeliche Autore Editore San Paolo Edizioni EAN 9788821593123 Pagine 176 Data ottobre 2014 Peso 146 grammi Altezza 19 cm Larghezza 12 cm Profondità 1,1 cm Collana Biblioteca Universale Cristiana
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il 16 giugno 2015 alle 11:20 ha scritto:

Il libro raccoglie alcune meditazioni sulla densa tematica delle beatitudini evangeliche tenute da padre Cantalamessa in due occasioni, Avvento del 2006 e Quaresima del 2007, alla presenza di papa Benedetto XVI presso la Casa Pontificia. Il linguaggio dell'A. è immediato e semplice. Il testo si presta dunque ad essere utilizzato anche per incontri di catechesi rivolti a giovani ed adolescenti. Il testo è utile non solo per comprendere meglio il contenuto delle beatitudini, ma anche per meditare e rivedere la propria vita alla luce di esse. Tale è del resto chiaramente l'intento dell'A. Egli infatti precisa in appendice al volumetto (p. 165) che "Il modo migliore di prendere sul serio le Beatitudini evangeliche ... è di servircene come di uno specchio per un esame di coscienza davvero "evangelico". Tutta la Scrittura, dice san Giacomo, è come uno specchio nel quale il credente deve guardarsi con calma, senza fretta, per conoscere davvero "come è" (cfr. Gc 1,23-25), ma la pagina delle beatitudini lo è in maniera unica". Con essa in effetti siamo nel cuore del "vangelo", vale a dire della buona notizia. Molte dunque le domande che scaturiscono dal testo e che interrogano il credente in prima persona, a partire dalle beatitudini e dunque del mondo in cui concretamente vive la sua fede: per citarne solo qualcuna, a titolo meramente esemplificativo, "Sono povero di spirito, povero dentro, abbandonato in tutto a Dio? ... Prendo a cuore il problema della spaventosa povertà non scelta ma imposta a tanti milioni di miei fratelli? ... Domino l'ira fuori e dentro di me? Sono gentile e affabile con chi mi sta vicino? ... Io ho fame e sete di santità? Tendo alla santità, o mi sono da tempo rassegnato alla mediocrità e alla tiepidezza? ... Davanti allo sbaglio di un fratello, di un collaboratore, reagisco con il giudizio o con la misericordia? Gesù sentiva compassione per le folle: e io?", e ancora, "L'opposto più diretto della purezza di cuore è l'ipocrisia. Io, a chi mi sforzo di piacere nelle mie azioni: a Dio o agli uomini? ... sono un operatore di pace? Mi sforzo di riferire sempre e solo il bene, le parole positive lasciando cadere nel vuoto il male, il pettegolezzo, quello che può seminare discordia?".