Citazione spirituale

Gli apologeti greci


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Descrizione
Tipo Libro Titolo Gli apologeti greci A cura di Clara Burini Editore Città Nuova EAN 9788831130592 Pagine 520 Data gennaio 2000 Peso 481 grammi Collana Testi patristici
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il 11 settembre 2015 alle 15:32 ha scritto:

Questo è davvero una bellissima opera. Credo che non ci sono parole per definire questi uomini santi che hanno dato la vita per il Vangelo. Le Apologie più belle sono sicuramente quelle di Giustino martire, quella di Aristide e quella di Taziano. Gli Apologisti prendono il nome dalla parola greca "apologhìa" che significa «difesa»: essi infatti hanno svolto l'attività di scrittori in vista della difesa della nuova religione cristiana dalle accuse e dagli attacchi che le muoveva la società pagana circostante, e lo hanno fatto con tanta maggior competenza in quanto provenienti quasi sempre dal paganesimo. Gli Apologisti, intellettuali pagani convertiti al cristianesimo, difendendo la nuova appartenenza religiosa, intesero nello stesso tempo giustificare a se stessi e agli altri la propria conversione e offrirne le adeguate e motivate ragioni sul piano delle scelte morali e della ricerca filosofica.
Le accuse che da più parti venivano mosse contro i seguaci della religione cristiana erano di diverso genere e natura. Il pregiudizio popolare, sempre sospettoso nei confronti delle novità mal conosciute e non adeguatamente comprese, si dilettava di calunnie volgari e, tutto sommato, abbastanza superficiali: i cristiani venivano dipinti ora come cannibali, in quanto si nutrivano delle carni di un fanciullo infarinato (cosi veniva fraintesa e deformata la dottrina eucaristica), ora come incestuosi a causa della predicazione dell'amore scambievole tra fratelli e sorelle, ora, addirittura, come «atei», per il totale disprezzo dimostrato verso gli dei della tradizionale religione pagana. All'accusa di «ateismo», che può suonare paradossale ad orecchie moderne, venivano ad aggiungersi anche accuse di sovversivismo politico e, in generale, di immoralità. Insomma, i cristiani passavano agli occhi dell'opinione pubblica pagana come elementi socialmente destabilizzanti che mettevano in pericolo la religione tradizionale e, con essa, la prosperità politica ed economica dell'Impero. Chissà quanto odio dovettero attirarsi i buoni cristiani, che rifiutavano di mangiare la carne sacrificata agli idoli pagani, da parte dei macellai che vedevano messe in crisi le fortune dei propri affari? Come di solito accade in questi casi, alla diffidenza e all'ignoranza si accompagna la paura, e la paura genera l'odio che fa scattare la molla della persecuzione e dell'emarginazione. Per spezzare questo cerchio infernale, gli Apologisti escono allo scoperto con il fine primario di far conoscere in maniera obiettiva il vero contenuto del cristianesimo e sfatate, in tal modo, i pericolosi pregiudizi che lo circondano. La polemica contro i pagani, però, non si limita a controbattere le volgari calunnie e le pesanti insinuazioni della gente comune; essa si muove ad un livello più elevato quando intende rispondere a obiezioni più sofisticate di carattere intellettuale e filosofico, e perciò anche più pericolose. Un intellettuale di regime come il filosofo Celso raccoglie verso il 178 tutta una serie di obiezioni contro il cristianesimo, e il suo attacco sarà ripreso, in forme ancora più massicce, dal filosofo Porfirio verso il 270 e dall'imperatore Giuliano l'Apostata nel sec. IV. Questa, che è stata definita la «reazione pagana» al cristianesimo, ha dato luogo ad una ricca letteratura apologetica i cui inizi si collocano appunto nel secolo II. Libro che consigli a tutti coloro che hanno una passione per i Padri della Chiesa e che vogliono conoscere le origini della Chiesa.