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Pietro Prini

di

Walter Minella


Copertina di 'Pietro Prini'
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EAN 9788846510563

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Descrizione
Tipo Libro Titolo Pietro Prini Autore Editore Lateran University Press EAN 9788846510563 Pagine 672 Data maggio 2016 Peso 768 grammi Altezza 21 cm Larghezza 13,5 cm Profondità 4 cm Collana Filosofi Italiani del Novecento
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il 11 ottobre 2018 alle 12:01 ha scritto:

Come tutti i volumi della collana(Filosofi italiani del Novecento ),presenta ampiamente,con continue ripetizioni,il cammino e la posizione filosofica di questo pensatore,articolandoli in tre parti: la vita ed il contesto,le opere,il pensiero.
* Commentare non significa ,anche,con umiltà,far presente un proprio punto di vista critico? Al di là di importanti aspetti,sempre da valorizzare, delle riflessioni filosofiche di Prini,ci sono due punti su cui si può dissentire:

1)la critica negativa alla metafisica classica (ridotta al “neotomismo”),classica cristiana;

2) la “posizione” in bioetica.

** 1) METAFISICA CLASSICA.

PRINI parla di “neo-tomismo” .
a) (Al posto della sua “ontologia semantica” mi vien da proporre una… “ontologia aggettivale” (controllo degli aggettivi, se non sono invenzione dell’autore di questo studio....”Dio non si dimostra razionalmente:questa PRETESA corrisponde ad un ABUSO della ragione FILOSOFICA …Si tratta di una forma di PRESUNZIONE,su cui in fondo Kant ha detto le cose DEFINITIVE (N.B.Kant=nessun abuso! Nessuna presunzione! col “seguace” prof.Prini!)…. Un certo tipo di neo-tomismo RIGIDO e CHUSO). (N.B.maiuscole mie).
b) Osservo: la solita banalizzazione della metafisica ,con il presupposto ,infondato,a livello del dualismo gnoseologico, che … il principio di non contraddizione…”non entra nel merito dell’essere in sé,ma soltanto del nostro dirlo e pensarlo”.Bontadini ( e Severino!), ritiene Prini ,facevano affermazioni “…prive di senso fino a quando non si risponda alla domanda:che cosa è l’essere?”. Certo, ma Prini lo sapeva che avevano risposto a questa domanda ?(che era il LORO punto di partenza),anche se PRINI era di opinione diversa con la sua ontologia semantica.( Bontadini nel mio ricordo,di mezzo secolo fa, in quell’aula della Cattolica ripeteva:occorre “semantizzare” l’essere … e lo faceva!).

*** 2) BIOETICA (cfr.”Il corpo che siamo.Introduzione all’antropologia etica”1991”).

A) Seguendo F.Malherbe” (ipse dixit?) soltanto dall’annidamento dell’embrione nell’endometrio si può parlare di persona umana ,in potenza; (cfr.pag 558=Lo zigote raggiunge la propria ‘maturita’ ,o stabilità (!) di persona umana…operando salto di qualità(!)del proprio statuto ontologico(!)….tra sesto e il nono giorno).
B) Mia convinzione ,se posso obiettare, è che in questa “querelle”il concetto di “persona” viene sempre introdotto a sproposito e fa scivolare anche le più alte cime di geni filosofici( parliamo,invece, di “essere umano” nella sua specifica individualità ,non riducibile ad alcune cellule accostate tra loro,come insegna las genetica. Sopprimerle equivale a distruggere una vita umana). E poi il “QUANTIFICARE” (“sesto” e “nono”) non fa cadere proprio Prini a livello di Cartesio ? (che giustamente ha sempre criticato),ossia nel dualismo cartesiano col suo meccanicismo (riduzione a res extensa,qui, l’”embrione- persona in rapporto con la madre) ,meccanicismo-materialista quantificato perfino alla precisione del giorno,approssimato o per difetto o per eccesso; quindi lo zigote del terzo,quarto ,quinto, giorno( che,osservo, è pur sempre annidato nell’ovidotto ( tuba) e quindi … in relazione con la madre,che pur lo nutre con relativi scambi chimico- biologici) non è ,per Prini, “persona” (deficit “quantità” del tempo,cadendo nella posizione criticata da Bergson del “tempo-orologio”).

++++ USCENDO DALLA MIA POLEMICA:inviterei,allora , per continuare il confronto-commento,a leggere quanto fu scritto un decennio fa (27-28 febbraio 2006 Pontificia Accademia per la Vita XII Assemblea:”l’embrione Umano nella fase del preimpianto (aspetti scientifici e bioetici).