Citazione spirituale

Fertilità umana

-

Consapevolezza e virtù

 
di

Marina Bicchiega

 


Copertina di 'Fertilità umana'
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Tipo Libro Titolo Fertilità umana - Consapevolezza e virtù Autore Editore ESD Edizioni Studio Domenicano EAN 9788870949711 Pagine 394 Data ottobre 2018 Collana Teologia
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Teologia


57
MARINA BICCHIEGA




FERTILITÀ UMANA
Consapevolezza e virtù

Prefazione
Renzo Puccetti

Presentazione
Vittorio Gepponi
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L'elaborazione dei testi, anche se curata con scrupolosa attenzione, non può comportare
specifiche responsabilità per eventuali involontari errori o inesattezze.




Questa pubblicazione contiene la tesi di laurea magistrale in scienze religio-
se con specializzazione in didattica, discussa dall'autrice il 18 luglio 2014
presso l'Istituto Superiore di Scienze Religiose 'Beato Gregorio X' di
Arezzo, collegato alla Facoltà Teologica dell'Italia Centrale (anno accademi-
co 2013/2014), disciplina bioetica, relatore prof. Vittorio Gepponi, con il
titolo: 'La regolazione naturale della fertilità: una frontiera della bioetica tra
scienza, fede e cultura'. Prima edizione in self-publishing (Youcanprint,
febbraio 2015), lo studio è stato qui aggiornato principalmente sostituendo
il cap. IV (aspetti pedagogici e didattici) con un'integrazione del capitolo II
sugli sviluppi del dibattito legati all'evento sinodale.
SOMMARIO




PREFAZIONE di Renzo Puccetti 9


PRESENTAZIONE di mons. Vittorio Gepponi 11


INTRODUZIONE 15


CAPITOLO 1
I METODI NATURALI PER LA REGOLAZIONE DELLA FERTILITÀ:
FONDAMENTI SCIENTIFICI 19

1.1 Cenni sulla fisiologia della fertilità femminile 19
1.2 La storia dei Metodi Naturali 22
1.3 I Metodi Naturali di ultima generazione:
funzionamento ed affidabilità scientifica 28
1.3.1 Basi funzionali dei Metodi Naturali (RNF) 28
1.3.2 L'affidabilità scientifica 32
1.4 II Metodi Naturali di fronte all'infertilità:
la strada alternativa per ricercare una gravidanza 39
1.4.1 L'epoca moderna e la crisi della fertilità 39
1.4.2 Una efficace alternativa naturale alla
Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) 44


5
CAPITOLO 2
LE RIFLESSIONI ANTROPOLOGICHE ED ETICHE DEL MAGISTERO
INTORNO ALLA REGOLAZIONE DELLA FERTILITÀ UMANA 54

2.1 I documenti del Magistero della Chiesa
nel suo percorso storico 54
2.1.1 Amore, procreazione e legge naturale:
il dibattito nei Padri della Chiesa 54
2.1.2 L'unità della Chiesa di fronte alla contraccezione 62
2.1.3 Dall'Enciclica Arcanum alla Casti connubii,
passando per la conferenza di Lambeth 69
2.1.4 L'opera di H. Doms e gli interventi di Pio XII 84
2.1.5 Il dibattito nel Concilio Vaticano II
e la Gaudium et spes 97
2.1.6 I lavori della commissione pontificia
e la travagliata genesi di Humanae vitae 116
2.1.7 I contenuti dell'Humanae vitae
ed il suo impatto sul mondo 131
2.2 Gli insegnamenti di Giovanni Paolo II
e la 'teologia del corpo' 146
2.2.1 Amore e responsabilità: gli insegnamenti
di Karol Wojtyla negli anni '60 146
2.2.2 La teologia del corpo:
le Catechesi sull'amore umano 156
2.2.3 L'Esortazione apostolica post-sinodale
Familiaris consortio 163
2.2.4 Veritatis splendor, Evangelium vitae
e altri interventi degli anni '80 e '90 172

6
2.3 Lo status quaestionis e le prospettive 192
2.3.1 Gli interventi di Benedetto XVI ed il 40esimo
di Humanae vitae 192
2.3.2 Verso il 50esimo: gli sviluppi del dibattito
con Papa Francesco e i due Sinodi sulla famiglia 206
2.3.3 L'Esortazione apostolica post-sinodale
Amoris laetitia 244
2.3.4 Il tentativo di reinterpretare Humanae vitae:
un gruppo di studio e un corso per la 'rilettura'
dell'Enciclica 266


CAPITOLO 3
CASA BETLEMME:
MEZZO SECOLO DI ESPERIENZA PASTORALE 307

3.1 Inquadramento: il panorama internazionale
delle esperienze pastorali 307
3.2 La storia dell'Opera 319
3.3 Il counselling sulla gestione della fertilità
e dell'infertilità 337
3.4 Testimoni di speranza: alcune storie per riflettere 353


CONCLUSIONI 367

PROFILO dell'Autrice 381




7
PREFAZIONE

di RENZO PUCCETTI*



'Castità'. Provate a fare un piccolo test: mettete una croce sul
calendario ogni volta che ne sentirete parlare nelle omelie delle
feste di precetto e alla fine dell'anno contate il numero delle croci.
Ho la convinzione che la quasi totalità non avrebbe sul calendario
il necessario per fare una singola moltiplicazione. Perché' Forse
che l'homo post-conciliaris ha mutato a tal punto la propria anato-
mia da essere immune dal peccare contro il VI comandamento'
Ma esiste ancora una pastorale de sexto' Di più: si crede che esista
un tale comandamento' O peggio: si ha ancora fede nell'esistenza
di comandamenti'
Nel grande ospedale da campo che è la Chiesa sembra proprio
che l'intero padiglione della clinica morale sia stato chiuso, o
peggio, sia stato demolito piazzando le cariche ai pilastri portanti
della coscienza e del peccato. Non solo la terapia, ma persino la
profilassi è svanita. Secondo la regola di Paul Bourget, «bisogna
sforzarsi di vivere come si pensa, altrimenti, prima o poi, si fini-
sce per pensare come si è vissuto». Sfigurato l'aggiornamento in
adattamento, l'uomo ha così finito per perdere persino la perce-
zione dell'esistenza di criteri oggettivi di salute e malattia.
Il risultato è che sciami di persone si aggirano spiritualmente
malate fradice fin nel midollo, convinte di essere sane come pesci,
dispensando con gran prodigalità consigli su come mantenersi



* Medico bioeticista, docente presso l'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum
e il Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e
Famiglia. Referente per l'area bioetica della società medico-scientifica
Promed Galileo, fa parte della Research Unit dell'European Medical
Association. È membro fondatore dell'Associazione Vita è.


9
RENZO PUCCETTI


in forma. Non sorprende che il medico che si limiti ad indicare
come veri malanni soltanto la sindrome guerrafondaia e il morbo
epulonico goda nel breve di una certa popolarità, stante il fatto
che, non avendo il mitra al collo, né la Rolls Royce parcheggiata
fuori, nessuno tra le panche della chiesa è incline a ravvisare
su di sé i segni di tali mali.
Parlare di castità significa invece misurare la febbre a tutti:
consacrati, fidanzati, donne e uomini sposati con il rischio che
qualcuno si trovi con qualche linea sopra il 37, debba sospen-
dere le proprie attività e prendere le medicine. La dottrina della
Chiesa sulla inscindibilità dei significati unitivo e procreativo
dell'atto coniugale è rimedio imprescindibile per combattere
quel morbo terribile che sfigura esseri creati poco meno degli
angeli in esseri animati aventi come natura il solo istinto che li
conduce a trattare come cose i propri simili.
Questo libro di Marina Bicchiega è né più né meno assimilabi-
le ad un magnifico testo medico che ha la peculiarità di essere
dedicato alla prevenzione e cura delle malattie spirituali a
genesi genitale. È fondamentale per quei medici specialisti del-
l'anima che vanno sotto il nome di preti, ma non è meno utile
per i genitori, gli educatori, i giovani e gli sposi. Scritto con
semplicità mai banale, il testo non si limita a riportare una
panoramica letteraria delle altrui conoscenze, ma da ogni pagi-
na trasuda la passione, lo studio, l'esperienza e la dedizione
dell'autrice che, seguendo i giganti Santi e Beati, gli scienziati
testimoni del Vangelo della vita e della famiglia, e la sua men-
tore, la piccola grande fondatrice di 'Casa Betlemme' Flora
Gualdani, guida il lettore alla comprensione della grandezza,
bellezza e bontà della scuola bimillenaria della Chiesa.
Sacerdoti, catechisti, laici impegnati nella pastorale familiare,
sanitaria, giovanile, e tutti quanti con buona volontà, mettendo
da parte i propri eventuali pregiudizi, si accosteranno alla lettu-
ra di questo libro, saranno in grado di vedere con occhi nuovi
gli effetti devastanti prodotti dall'arrogante violazione del pro-
getto generativo stabilito dal Creatore e riceveranno i fonda-
menti per consigliare chi desidera porvi rimedio.



10
PRESENTAZIONE

di mons. VITTORIO GEPPONI*


Proporre oggi una trattazione sui 'metodi naturali' può risultare
per qualcuno il cimentarsi in una ricerca di tipo 'archeologico',
un po' da 'jurassic park', ritenendo ormai superata, anche in
certi circoli teologico-morali, la questione. Infatti, quando oggi-
giorno l'utilizzo di contraccettivi è diventato un normalissimo e
quotidiano fenomeno di massa, l'aggiornamento in materia
sarebbe d'obbligo anche per la Chiesa.
E poiché la fatica, il sacrificio, il cercare di capire, sono articoli
che al mercato del mondo non si vendono bene, sono molti,
anche in casa cattolica, coloro che pensano di esercitare la
carità eclissando la dottrina della Chiesa su questa delicata e
cruciale materia. Si tace e si finisce per acconsentire alla diffu-
sione di una significativa ignoranza sull'argomento, così ' vuoi
per il silenzio dei pastori, vuoi per l'astuzia di chi predilige le
discese piuttosto che le salite ' va a finire che queste cose non
le conosce più nessuno. O che, se si sanno, si sanno distorte,
incomplete, senza un perché.
Ben venga quindi un lavoro come quello di Marina Bicchiega,
specialmente in un contesto culturale come quello odierno,
dove la stessa terminologia (amore, procreazione, ecc.) non
appare più univoca o, peggio ancora, viene squalificata. Propor-
re uno studio e una riflessione tesi non solo a recuperare la
genuina accezione terminologica, ma ad avanzare dinamiche e
prospettive educative non può che essere motivo di plauso e
doverosa attenzione.



* Sacerdote della Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, docente presso la
Pontificia Università Antonianum di Roma e l'Istituto Superiore di Scienze
Religiose 'Beato Gregorio X' di Arezzo. Nominato da Papa Francesco quale
Vicario Giudiziale del Tribunale di Appello del Vicariato di Roma



11
VITTORIO GEPPONI


Ritengo sia tempo ben impiegato quello dedicato a tale lettura,
in quanto oggi, più che mai, c'è l'urgenza e la necessità di recu-
perare il senso della responsabilità che significa rispondere a
qualcuno di qualcosa e che implica una disponibilità alla genero-
sità, tenendosi liberi dai condizionamenti ispirati dalla paura,
dall'egoismo, dalla sfiducia, dalla caduta della speranza.
Dobbiamo non aver paura di parlare di amore coniugale
'umano', 'totale' e 'fedele', perché queste sono le modalità più
corrispondenti a ciò che desidera veramente e profondamente il
nostro cuore. Da qui non può essere giustificata l'indifferenza
verso i metodi da seguire per una regolazione responsabile delle
nascite. Se il fine è la 'procreazione responsabile' e non sempli-
cemente il 'non concepire' inteso come 'esclusione' o 'rifiuto'
del figlio, allora i 'mezzi anticoncezionali' e i 'metodi naturali'
non si equivalgono moralmente.
Il ricorso ai metodi naturali e l'uso dei mezzi anticoncezionali
non producono, infatti, i medesimi effetti né sulla qualità del
rapporto di coppia né sull'armonia coniugale. In un caso ' con il
ricorso ai metodi naturali ' i valori della persona umana, della
sessualità e dell'amore coniugale strettamente connessi con la
procreazione responsabile sono rispettati e promossi; nell'altro
caso ' con l'uso dei mezzi anticoncezionali ' questi stessi valori
sono, più o meno direttamente, misconosciuti.
La proposta morale cristiana nella sua oggettività, il punto termi-
nale a cui la Bicchiega sembra volerci condurre, è riassumibile
nell'invito, non detto ma evidente, a tornare ad un realismo
ebraico-cristiano, dopo l'ubriacatura razionalista e poi nichilista.
Pure è da sottolineare come si ripropongano concetti forti del-
l'antropologia cristiana, restituendone un significato spesso per-
duto dai fraintendimenti della cultura moderna.
Infine un plauso speciale va fatto all'Autrice per aver inserito la
bella e significativa esperienza di Casa Betlemme che, giusta-
mente apprezzata e valorizzata altrove, trova spesso indifferenza
e insensibilità proprio tra le mura amiche. La speranza è che
finalmente ci si accorga di tale tesoro, si valorizzi e si sostenga
adeguatamente.



12
Al coraggio di Paolo VI
per aver donato al mondo
l'Humanae vitae.
E alla perseveranza
di tutti coloro che,
come Flora Gualdani,
l'hanno fatta diventare
prassi tra la gente.
INTRODUZIONE




In questo studio approfondiremo il tema bioetico dei 'metodi
naturali' da varie angolature. Una prima parte scientifica illu-
strerà i fondamenti della regolazione naturale e le tre genera-
zioni di metodi naturali che si sono succedute nel XX secolo,
spiegando che, mentre inizialmente venivano usati per rinviare
o evitare una gravidanza, oggi rappresentano un valido stru-
mento diagnostico di conoscenza anche per la ricerca della gra-
vidanza, alla luce dell'attuale 'crisi della fertilità', diventata
ormai un problema sociale.
Nella seconda parte, teologica ed antropologica, affronteremo
le riflessioni etiche del magistero cattolico su questo argomen-
to, seguendo il lungo percorso storico della Chiesa. In questo
excursus ci soffermeremo sull'enciclica Humanae vitae, ana-
lizzando il vivace dibattito che la precedette durante gli anni
del Concilio Vaticano II e quello che, nei decenni, ha accompa-
gnato questo pronunciamento di Paolo VI, fino a riaccendersi
recentemente con alcuni sviluppi legati all'evento sinodale
sulla famiglia.
Vedremo come, mentre in una prima fase le discussioni hanno
riguardato l'autorevolezza, cioè l'obbligatorietà di quella
norma, e poi la sua praticabilità, la questione si sia progressi-
vamente spostata «sulla domanda circa la verità del bene che
l'Humanae vitae intende difendere», come spiega il cardinale
Caffarra: quell'enciclica «è diventata ormai incomprensibile
perché è diventata completamente impensabile». Lo scontro,
infatti, «avviene sul piano veritativo» poiché sono stati erosi
dalla postmodernità occidentale i tre presupposti antropologici
che fondavano la verità dell'enciclica, ovvero la persona uma-
na come unitotalità di anima e corpo (scivolato in un rapporto
di proprietà e di uso), la dimensione biologica della sessualità
come linguaggio della persona (dotato di una sua grammatica),
la grammatica basata sul dono di sé, ed il rispetto di questa


15
INTRODUZIONE


grammatica che esige profonda «integrazione fra èros e agàpe,
fra pàthos, èros e lògos»1.
Esamineremo quindi il nodo del dibattito contemporaneo, ovvero
il rapporto fra Creatore, natura e creatura, prendendo atto che la
frattura tra sessualità e procreazione, inaugurata con la contracce-
zione, si è approfondita radicalmente (e in direzione opposta) dieci
anni esatti dopo l'Humanae vitae, quando il 25 luglio 1978 nac-
que la prima bambina concepita in provetta2. Nella «possibilità
tecnica di separare la fertilità dall'esercizio della sessualità», Paolo
VI intuì, infatti, una «svolta epocale» nel rapporto tra l'uomo e la
tecnica e «la negazione radicale del lògos-èthos», cioè del corpo
come linguaggio della persona: la contraccezione chimica rendeva
pensabile «un vero atto di amore manipolando sostanzialmente la
sua biologia», e veicolando nelle coscienze «l'idea che il vero
amore era quello che unisce le persone dei coniugi, facendo un
qualsiasi uso del proprio corpo a misura decisa dai due»3.
In questa analisi del cammino della Chiesa, evidenzieremo
alcune riflessioni poco conosciute, come le preoccupazioni che
Paolo VI confidava all'amico Jean Guitton nella sofferta deci-
sione dell'Humanae vitae, temendo le conseguenze di una dis-
sociazione sempre più facile del piacere dalla procreazione
all'interno dell'amore: «Noi non siamo obbligati a rispettare
l'opinione dei più! Portiamo il peso dell'umanità presente e
futura. Bisogna pur comprendere che, se l'uomo accetta di dis-
sociare nell'amore il piacere dalla procreazione (e certamente
oggi lo si può dissociare facilmente), se dunque si può prende-
re a parte il piacere, come si prende una tazza di caffè, se la
donna sistemando un apparecchio o prendendo 'una medicina'


1 C. CAFFARRA, Lectio magistralis in occasione del 40esimo anniversario
dell'enciclica Humanae vitae, in E. GIACCHI ' S. LANZA (ed.), Humanae
vitae. Attualità e profezia di un'Enciclica, Vita e Pensiero, Milano 2011.
2 Ibid. «Negare che esista una natura della persona umana nel contesto di

possibilità tecniche sempre più estese, rischia di consegnare l'humanum
a prevaricazioni senza limiti».
3 Ibid.




16
INTRODUZIONE


diventa per l'uomo un oggetto, uno strumento ['] se la Chiesa
di Cristo cessasse di subordinare il piacere all'amore e l'amore
alla procreazione, favorirebbe una 'saturazione' erotica dell'u-
manità che avrebbe per legge soltanto il piacere»4.
Ci soffermeremo attentamente sulla risposta che san Giovanni
Paolo II ha inteso dare con il suo pontificato a questo grande di-
battito, attraverso gli insegnamenti sull'amore umano con
l'elaborazione della teologia del corpo: una riflessione accurata
e articolata, attuale ma che viene da lontano, attingendo alla sua
lunga esperienza di pastore a contatto con i giovani e gli sposi.
Una riflessione che, spiegava Caffarra dopo il Concistoro 2014
sulla famiglia, «non è vecchia, è sconosciuta a molti cardinali»5.
Nel terzo capitolo, dando voce ad alcune testimonianze, prende-
remo in esame l'opera 'Casa Betlemme', inquadrandola tra le
esperienze pastorali che, sparse per il mondo, danno attuazione
all'enciclica Humanae vitae diffondendo la regolazione naturale
della fertilità e la teologia del corpo insieme all'alfabetizzazione
bioetica. Ciò in rete con il livello accademico e attraverso un
proprio stile che coniuga azione e contemplazione, promuoven-
do un messaggio di armonia tra fede, scienza e cultura.
In definitiva, con la presente tesi, cercheremo di approfondire
le argomentazioni con cui la Chiesa cattolica propone la strada
dei metodi naturali per la regolazione della fertilità, affrontan-
do le sei obiezioni tipiche che vengono ad essa rivolte e che
alimentano da decenni la controversia sull'Humanae vitae: la
scarsa affidabilità scientifica, la scarsa praticabilità, la scarsa
differenza etica con un metodo anticoncezionale (poiché si
tratterebbe ' secondo alcuni ' semplicemente di una contrac-
cezione in versione ecologica), la presunta fallibilità e reforma-
bilità dell'enciclica di Paolo VI, il 'biologismo' di cui quel
documento sarebbe permeato e la sua visione appartenente ad
un'epoca superata e 'sessuofobica'.


4 J. GUITTON, Paolo VI segreto, Paoline, Milano 1981, 96.
5 In M. MATZUZZI, «Da Bologna con amore: fermatevi» (intervista al
card. Caffarra), Il Foglio quotidiano, 15 marzo 2014.



17
1

I METODI NATURALI PER LA REGOLAZIONE
DELLA FERTILITÀ: FONDAMENTI SCIENTIFICI


1.1. CENNI SULLA FISIOLOGIA DELLA FERTILITÀ FEMMINILE

Per fertilità si intende la possibilità che avvenga un concepi-
mento in conseguenza di un rapporto sessuale e che la gravi-
danza instauratasi possa essere portata a termine. La finalità
delle funzioni riproduttive, sostenute da un apposito apparato,
quello genitale, è dunque il concepimento e il supporto alla
nuova vita fino a quando il feto diventi capace di vivere al di
fuori dell'organismo materno.
Condizioni essenziali perché si verifichi il concepimento e la
gravidanza instaurata possa essere portata a termine sono:
' la presenza di spermatozoi sani e vitali e in numero sufficiente;
' la presenza di una cellula uovo sana;
' vie genitali femminili pervie;
' cavità uterina idonea all'annidamento;
' la presenza di muco cervicale favorevole che permetta il pas-
saggio e la sopravvivenza degli spermatozoi nelle vie genitali
femminili1.
L'ovulazione rappresenta l'evento centrale e fondamentale del
ciclo ovarico. Essa è la conseguenza di una serie di avveni-
menti a livello ormonale. Tali eventi, tutti concatenati l'uno
all'altro, si accompagnano ad effetti sugli organi bersaglio del-
l'apparato genitale tendenti a garantire l'instaurarsi ed il man-
tenersi di una eventuale gravidanza. Gli avvenimenti che porta-

1 Cf. A. MEROLA, Fisiologia della riproduzione umana: conoscenze di base,
in A. BOMPIANI, I Metodi naturali per la regolazione della fertilità: valore
umano e sociale di una proposta educativa, Confederazione Italiana dei
Centri per la Regolazione Naturale della Fertilità, Roma 2004, II.


19
CAPITOLO 1


no e si accompagnano all'ovulazione costituiscono il ciclo
ovarico. Il ciclo ovarico dipende dall'interazione funzionale,
mediata da messaggeri ormonali, fra tre strutture fondamentali
che costituiscono un vero e proprio asse: l'ipotalamo, l'ipofisi
e l'ovaio2.
Le ovaie femminili contengono moltissimi ovociti fin dalle
prime fasi della vita embrionale; nel tempo molti di loro si
atrofizzano, mentre gli altri restano ad una fase intermedia di
maturazione, ciascuno contenuto in un follicolo.
Nel periodo che va dal menarca alla menopausa, il lavoro del-
l'apparato genitale femminile avviene in modo ciclico attraver-
so il progressivo utilizzo dei follicoli ('dotazione ovarica')
fino al loro esaurimento.
Il ciclo ovarico è avviato da stimoli ormonali prodotti dal
Sistema Nervoso Centrale e comporta un lavoro specifico del-
l'apparato genitale coinvolgendo tutto l'organismo femminile,
andando ad influenzare tutta la persona della donna.
Il Sistema Nervoso Centrale, attraverso la sintesi di ormoni
prodotti dall'ipotalamo (GnRH), permette all'ipofisi di stimo-
lare le ovaie mediante la produzione di due ormoni detti gona-
dotropine: FSH (ormone follicolo stimolante) e LH (ormone
luteinizzante).
All'inizio di ogni mestruazione, FSH stimola un gruppo di fol-
licoli di un ovaio. All'interno di questo gruppo è selezionato il
follicolo dominante, quello che meglio risponde agli stimoli
ormonali. FSH e LH collaborano in questa fase per far matura-
re il follicolo dominante.
Dal primo giorno della mestruazione, inizia così la prima fase
del ciclo, detta fase follicolare o estrogenica, in cui l'ovocita
riprende la sua maturazione e il follicolo produce una quantità
sempre crescente di estrogeni.
Questi agiscono su tutte le cellule del corpo femminile prepa-
randolo ad un'eventuale gravidanza, promuovendo in partico-
lare la crescita dell'endometrio perché possa essere adatto


2 Ibid.


20
I METODI NATURALI PER LA REGOLAZIONE DELLA FERTILITÀ: FONDAMENTI SCIENTIFICI


all'annidamento di un embrione e provocando la produzione di
un certo tipo di muco cervicale: si tratta di una secrezione delle
cellule del collo dell'utero che permette la sopravvivenza e la
risalita degli spermatozoi nell'apparato genitale femminile.
Contemporaneamente il collo dell'utero diventa più morbido e
si apre leggermente. L'aumento degli estrogeni provoca anche
un abbassamento della temperatura corporea.
Nel momento in cui l'ovulo è prossimo alla sua maturazione, il
picco degli estrogeni favorisce la stimolazione da parte dell'i-
pofisi di un'intensa e rapida produzione di LH. Questo picco
dell'LH conclude lo sviluppo del follicolo con la seconda
meiosi dell'ovocita ed induce l'ovulazione, con conseguente
luteinizzazione delle cellule della granulosa. L'ovulazione av-
viene in media 9-24 ore dopo il picco dell'LH.
L'ovocita, accolto dalla tuba di Falloppio, resta in vita circa
16-21 ore in attesa dell'eventuale fecondazione da parte di uno
spermatozoo.
Intanto, sotto lo stimolo dell'LH, cambia l'organizzazione
delle cellule del follicolo che, dopo l'ovulazione, creano una
ghiandola detta corpo luteo, la quale produce ancora estrogeni
insieme ad una gran quantità di progesterone, che raggiunge i
valori massimi nel sangue 6-8 giorni dopo l'ovulazione.
Questa seconda fase del ciclo, detta quindi luteinica o progesti-
nica, continua la preparazione di tutto l'organismo femminile
alla gravidanza: in particolare migliora la qualità dell'endome-
trio in vista dell'eventuale annidamento di un embrione e mo-
difica le caratteristiche del muco cervicale, rendendolo impe-
netrabile agli spermatozoi.
Contemporaneamente il collo dell'utero torna rigido e si chiu-
de leggermente. Inoltre l'aumento progressivo del progestero-
ne provoca l'aumento della temperatura corporea.
A questo punto, se è avvenuto un concepimento, l'embrione
percorre la tuba verso la cavità dell'utero impiegando alcuni
giorni; giunto nella cavità, sceglie, attraverso l'attivazione
delle proteine dell'endometrio, il luogo adatto all'annidamento
e comincia a produrre ormoni (Bhcg) che avvisano il corpo
luteo della sua presenza.


21
CAPITOLO 1


Questo messaggio permette al corpo luteo di continuare la pro-
duzione di estrogeni e progesterone, che consentono la vitalità
dell'endometrio e quindi la sopravvivenza dell'embrione. Se il
concepimento non è avvenuto, il corpo luteo, dopo alcuni gior-
ni di attesa, non ricevendo alcun messaggio di gravidanza in
corso, smette di produrre estrogeni e progesterone.
L'endometrio, non più sostenuto da essi, si sfalda e le sue tossine
attivano la contrattilità dell'utero che ne consente l'eliminazione
all'esterno. Durante la mestruazione ricomincia l'attivazione
dell'ipotalamo e dell'ipofisi per l'inizio di un nuovo ciclo3.

1.2. LA STORIA DEI METODI NATURALI

La sincronizzazione dei rapporti sessuali con la fertilità perio-
dica della donna non è un concetto nuovo. Per una più esatta
collocazione dei giorni fertili del ciclo, tuttavia, fin dall'anti-
chità c'erano le idee più diverse. L'unico che abbia determina-
to il periodo fertile con sorprendente esattezza al 14° giorno
del ciclo fu il Dotto Maimonide, ebreo, nel XII secolo d.C.4.
Il ginecologo giapponese Ogino riuscì, all'inizio degli anni '30
del secolo scorso, a trovare l'esatta collocazione temporale del-
l'ovulazione all'interno del ciclo: la fissò 12-16 giorni prima
della mestruazione successiva.




3 Cf. E.L. BILLINGS ' J.J BILLINGS., Insegnamento del Metodo dell'Ovulazio-
ne Billings. Parte 2. Variazioni del ciclo e Salute riproduttiva, Ovulation
Method Research and Reference Centre of Australia Melbourne 1997, Ed.
Italiana, Roma 20112; cf. anche A. MEROLA, Fisiologia della riproduzione
umana: conoscenze di base, in A. BOMPIANI, I Metodi naturali per la rego-
lazione della fertilità: valore umano e sociale di una proposta educativa;
cf. anche P. FRANK ' E. RAITH ' G. FREUNDL, La regolazione naturale
della fertilità oggi, CIC ed. internazionali, Roma 1997; vedi anche
www.confederazionemetodinaturali.it.
4 Cf. P. Frank ' E. Raith ' G. Freundl, Ibid.




22
I METODI NATURALI PER LA REGOLAZIONE DELLA FERTILITÀ: FONDAMENTI SCIENTIFICI


Circa nello stesso periodo, il ginecologo austriaco Knauss per-
venne a simili conclusioni. Anch'egli riconobbe lo stretto rap-
porto temporale dell'ovulazione con la mestruazione successi-
va, e indicò che l'ovulazione, nella donna sana, avveniva sem-
pre il 15° giorno prima della mestruazione successiva. In realtà
le osservazioni di Ogino si rivelarono più esatte, e nella formu-
lazione delle regole del Metodo del Ritmo o del Calendario
(Metodo Ogino-Knauss) si stabilì che il periodo fertile in ogni
ciclo si estendeva dal 19° all'11° giorno prima della mestrua-
zione, tenendo conto anche della sopravvivenza degli sperma-
tozoi e della cellula uovo.
Il grande merito di entrambi gli scienziati sta nella conferma del-
l'ipotesi della periodicità della fertilità femminile. In questo modo
essi crearono il presupposto per la sua collocazione nel metodo
dell'astinenza periodica. I cosiddetti 'Metodi del Calendario',
pubblicati nel 1932 da Ogino5 e nel 1933 da Knauss6, significaro-
no per l'epoca una rivoluzione nel campo del controllo della fer-
tilità umana. La loro scarsa affidabilità portò tuttavia alla cattiva
immagine della pianificazione familiare naturale: infatti questi
metodi si basavano su un calcolo di probabilità che ha come pre-
supposto l'invariabilità della lunghezza del ciclo ovarico7.
Intanto, nel 1926, il ginecologo olandese Van de Velde8 scoprì che
la temperatura basale variava in funzione delle diverse fasi del
ciclo, e questo permise per la prima volta di diagnosticare l'av-
venuta ovulazione in un ciclo ovarico. Nel 1930 Von Hillebrand 9,


5 Cf. K. OGINO, «Den Konzeptionstermin des Weibes und seine Anwendung
in der Praxis», Zbl. Gynak. 56 (1932), 721-732.
6 Cf. H. KNAUSS, «Die periodische Frucht-und Unfruchtbarkeit des Weibes»,

Zbl. Gynak. 57 (1933), 1393-1408.
7 Cf. P. FRANK ' E. RAITH ' G. FREUNDL, La regolazione naturale della ferti-

lità oggi, cit.
8 Cf. T.H. VAN DE VELDE, Die Vollkommene Ehe: Eine studie ueber ihre

Physiologie und Technik, Leipzig-Stuttgart: Benno Konegen, 1926.
9 Cf. H. VON HILLEBRAND, Zwischen arztlicher und seelsorglicher Ehehilfe,

Mainz: Matthias-Grunewald, 1962.


23
CAPITOLO 1


sacerdote cattolico tedesco, cominciò a studiare la temperatura
come metodo per individuare il periodo non fertile del ciclo.
Nel 1939 i francesi Palmer e Devillers10 arrivarono a correlare
la temperatura basale con gli ormoni ovarici. Infine nel 1947 lo
svizzero Volmann11 scrisse un libro intitolato La fertilità e la
curva di temperatura femminile.
Nel 1855 W. Tyler Smith aveva osservato che il concepimento
avveniva più facilmente quando 'le parti mucose del collo del-
l'utero sono nella loro forma più fluida'12. Gli studi sul muco
cervicale proseguirono ad opera di molti scienziati, e nel 1933,
in Francia, Seguy e Simmonet ottennero un'importante confer-
ma: servendosi della laparatomia per avere una visione diretta
delle ovaie, trovarono una stretta relazione tra il momento del-
l'ovulazione, la produzione di muco fertile ed il picco dell'or-
mone estrogeno13.
Nel 1953 padre Catarinich, responsabile della Pastorale Fami-
liare della Diocesi di Melbourne in Australia, spinse il dottor
John Billings ad approfondire gli studi sulla regolazione natu-
rale della fertilità, profondamente convinto del grande benefi-
cio che essa avrebbe potuto portare alla famiglia.
Riesaminando la letteratura medica relativa al tema, Billings si
rese conto del frequente riferimento al muco cervicale e alle
sue relazioni con l'evento ovulatorio, ipotizzando la possibilità
di utilizzare il muco cervicale come indicatore del periodo fer-
tile. Con la cooperazione di centinaia di donne, in breve tempo
rilevò che esisteva un andamento tipico del muco e che le
donne erano in grado di identificarlo.


10 Cf. R. PALMER ' J. DEVILLERS, «Cycle ovarien et courbes thermiques.
Utilization pour le diagnostique de la date de l'ovulation», Compte
Rendu Soc Franc Gyn, 9 (1939), 60-69.
11 Cf. R.F. VOLLMAN, «Fruchtbarkeit und Temperaturkurve der Frau»,

Zuerich: Kyklos Verlag, 1947.
12 Cf. W.T. S MITH , The Pathology and Treatment of Leucorrhoea,

Churchill, London 1855.
13 Cf. J. SEGUY ' H. SIMMONET, Gynec. and Obstet., 28 (1933), 657.




24
I METODI NATURALI PER LA REGOLAZIONE DELLA FERTILITÀ: FONDAMENTI SCIENTIFICI


Gli studi sul Metodo dell'Ovulazione, ai quali si aggiunse
dopo qualche anno la collaborazione della dottoressa Lyn
Billings (convertitasi al cattolicesimo con il matrimonio), si
concentrarono sul cogliere l'importanza e la ripetitività, nelle
diverse donne, delle caratteristiche che il muco presentava14.
Ricerche successive condotte dal professor James Brown15
hanno confermato l'attendibilità delle osservazioni fatte dalle
donne sul muco cervicale correlandole con i livelli degli ormo-
ni ovarici del ciclo.
Un fondamentale contributo, che ha permesso di approfondire la
struttura biomolecolare e di studiare le funzioni del muco cervi-
cale, è venuto dagli studi condotti dal professor Erik Odeblad16,
un ginecologo e fisico svedese, mediante l'uso combinato della
Micro-Risonanza Magnetica Nucleare, il Microscopio ottico e la
Microscopia elettronica.
I Metodi Naturali facevano così un salto di qualità: non più
metodi basati su calcoli di probabilità, ma su segni e sintomi di


14 Cf. E. BILLINGS ' A. WESTMORE, Il Metodo Billings, Mondadori,
Milano 1991; cf. anche P. PELLICANÒ, Il metodo dell'Ovulazione
Billings, e P. CASTELLUCCI, Il muco cervicale: fattore e indicatore di
fertilità, in A. BOMPIANI, I Metodi naturali per la regolazione della
fertilità: valore umano e sociale di una proposta educativa. Per una
lettura approfondita sulla storia dei coniugi Billings si consiglia il
libro intervista di A. MONTONATI: BILLINGS LYN E JHON, Due vite per
la vita, Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo (MI), 1998.
15 Cf. E. B ILLINGS ' J.B. B ROWN ' J. B ILLINGS ' H.G. B URGER ,

«Symptoms and hormonal changes accompanying ovulation», Lancet.
1(7745), 1972, 282-284. Cf. anche J.J. BILLINGS, «The validation of
the Billings Ovulation Method by laboratory research and field trials»,
Acta Eur. Fertil. 22(1), 1991, 9-15.
16 Cf. E. ODEBLAD, «Physical properties of cervical mucus», Adv. Exp.

Med. Biol. 89 (1977), 217-225. Cf. anche E. ODEBLAD ' A. INGELMAN-
SUNDBERG ' H. ASBERG ' A. HOGLUND ' L. STRANDBERG ' BENGSTROM,
«Proton magnetic relaxation times, T1 and T2 for normal types of cervi-
cal secretion», Acta Obstet. Gynecol. Scand. 63(7), 1984, 667-668.



25
CAPITOLO 1


fertilità strettamente dipendenti dall'evento ovulatorio e dal-
l'andamento ormonale proprio di ciascun ciclo.
Nel 1964 venne pubblicato il primo manuale sul metodo Billings
con il nome di Ovulation Method, dove il sintomo del muco era
ancora strettamente legato al calcolo e alla temperatura basale.
Nel 1971, le ricerche ormai approfondite sul sintomo del muco
cervicale permisero di mettere a punto il solo metodo del muco17.
La diffusione in Italia iniziò a partire dalla metà degli anni '70
grazie ad Anna Cappella, ginecologa missionaria che i Billings
conobbero in Pakistan. La dottoressa Cappella, tornata a Roma,
su impulso e sostegno di Giovanni Paolo II fondò il Centro
Studi e Ricerche per la Regolazione Naturale della Fertilità
presso il Policlinico 'Gemelli' e pubblicò, nel 1985, il libro
Secondo natura: il metodo Billings18.
Nel 1965 il medico austriaco Josef Roetzer pubblicò il primo
metodo sintotermico al mondo, che combinava il sintomo del
muco con la temperatura basale. Dal 1975, guidò l'Institut für
Natürliche Empfängnisregelung (Istituto per la regolazione natu-
rale della fertilità - INER), dal quale si sono sviluppati numerosi
centri INER in Europa e nel mondo. In Italia è diffuso dal 1986
attraverso l'associazione INER Italia, con sede a Verona19.
Nei primi anni '80, furono definite le regole d'uso del metodo
Sintotermico-CAMeN, che utilizza più parametri per individua-
re la fase fertile del ciclo femminile, ulteriormente affinate nel
libro pubblicato nel 1993, dal titolo: La Regolazione Naturale



17 Cf. J. J. BILLINGS, The Ovulation Method, Advocate Press, Melbourne
1980.
18 Cf. A. CAPPELLA, Secondo natura: il metodo Billings, BBE, Torino

1985. Sulla figura di Anna Cappella, cf. C. BROGGI, «Anna Cappel-
la al servizio della vita», L'Osservatore Romano, 27-28 aprile 2009.
19 Cf. J. ROETZER ' E. ROETZER, La Regolazione Naturale della Fertilità:

l'arte di vivere la fertilità secondo il metodo sintotermico di Rotzer, in
S. GIROTTO e G. STEVANELLA (ed.), Libreria Cortina Verona, Verona
20083.



26
I METODI NATURALI PER LA REGOLAZIONE DELLA FERTILITÀ: FONDAMENTI SCIENTIFICI


della Fertilità: scienza, cultura, esperienza, a cura del dottor
Michele Barbato20.
La necessità di un confronto costruttivo fra le diverse scuole
per l'insegnamento della RNF (Regolazione Naturale della
Fertilità) ha portato gli insegnanti italiani dei tre metodi mo-
derni più diffusi ' Billings, Sintotermico CAMEN e Sintoter-
mico Roetzer ' a riunirsi, nel 1991, nella Confederazione Ita-
liana per la Regolazione Naturale della Fertilità (www.confe-
derazionemetodinaturali.it).
Dal 1960 furono costituite numerose organizzazioni di consu-
lenza sulla RNF a livello mondiale. I centri di RNF negli USA,
in Canada, Francia, Inghilterra, Australia e India svolsero un
lavoro da pionieri nello sviluppo delle metodiche della RNF,
effettuarono ricerche sul campo e realizzarono i primi pro-
grammi di formazione standardizzati per utenti e insegnanti
RNF.
Dal 1967 l'Organizzazione Mondiale della Sanità si impegnò
nella ricerca sulla RNF. Dal 1970 ebbe un crescente appoggio
da parte degli stati e di altre associazioni (per esempio USAID,
Family Health International), cosicché poterono essere finan-
ziati progetti di ricerca per i paesi in via di sviluppo. Nel 1974
fu fondato l'IFFLP (International Federation for Family Life
Promotion), la federazione internazionale delle organizzazioni
RNF con sede a Washington (oggi divenuta Link Committe of
Family Life Organization). Nel 1977 fu fondato il WOOMB
(World Organization of the Ovulation Method Billings), l'or-
ganizzazione mondiale del metodo ovulazione Billings21.




20 Cf. M. BARBATO, La Regolazione Naturale della Fertilità: scienza, cultura,
esperienza, CODIT, Milano 1993.
21 Cf. P. FRANK ' E. RAITH ' G. FREUNDL, La regolazione naturale della

fertilità oggi. Per approfondimenti sull'organizzazione mondiale del
WOOMB cf. www.woomb.org



27
CAPITOLO 1


1.3. I METODI NATURALI DI ULTIMA GENERAZIONE:
FUNZIONAMENTO ED AFFIDABILITÀ SCIENTIFICA


1.3.1. Basi funzionali dei Metodi Naturali (RNF)

I Metodi Naturali secondo la definizione dell'O.M.S.:

Sono metodi che si basano sulla conoscenza dei processi
biologici per cui una gravidanza può essere ricercata o evi-
tata grazie all'osservazione dei segni e dei sintomi della fase
fertile del ciclo mestruale. Quando si vuole evitare una gra-
vidanza ci si deve astenere dai rapporti sessuali durante la
fase fertile del ciclo, quando la si ricerca si possono utilizza-
re con precisione i giorni fecondi.

Tale definizione presuppone una precisa conoscenza dei pro-
cessi biologici della fertilità, ma al tempo stesso richiede una
sessualità di coppia che si esprima in modo armonico con
l'alternanza dei tempi di fertilità e di sterilità22.
Al contrario dei 'metodi del calendario' di Ogino e Knauss,
ormai sorpassati in quanto basati sul calcolo delle probabilità, i
moderni metodi RNF determinano la fase fertile in ogni ciclo
attraverso l'autosservazione e l'analisi metodica di vari segni e
sintomi naturali correlati con gli ormoni ovarici, innanzitutto la
secrezione del muco cervicale e la temperatura basale. Questi
metodi sono anche definiti 'metodi del comportamento' per-
ché il loro successo dipende dal comportamento e quindi dalla
motivazione di entrambi i coniugi.
I principali metodi moderni RNF sono, come abbiamo visto:
' il metodo della Temperatura Basale
' il metodo dell'Ovulazione
' i metodi Sintotermici


22 Cf. S. GIROTTO ' A. PERONI (ed.), Regolazione naturale della fertilità. Guida
all'organizzazione dei servizi, Libreria Cortina Verona, Verona 1993.


28
I METODI NATURALI PER LA REGOLAZIONE DELLA FERTILITÀ: FONDAMENTI SCIENTIFICI


Il metodo della temperatura basale corporea

Il rialzo termico e la stabilizzazione della temperatura a livello
superiore, indotti dal progesterone, risultano essere un test cli-
nico indiretto dell'ovulazione.
Infatti, al momento dell'ovulazione, o poco dopo, si verifica un
significativo incremento della temperatura corporea, dovuto
all'aumento dell'ormone progesterone: il progesterone agisce a
livello dei piccoli vasi cutanei, dove provoca una vasocostri-
zione con relativa diminuzione del flusso ematico, che a sua
volta porta ad una riduzione della termodispersione e quindi ad
un aumento della temperatura basale. La temperatura corporea,
presa ogni giorno al mattino, prima di qualsiasi attività, e alle
stesse condizioni, raggiunge il suo livello più basso prima
dell'ovulazione, per poi alzarsi di almeno 0,2 °C dopo l'ovula-
zione. Metodi specifici di lettura della curva termica così otte-
nuta, messi a punto da studiosi fondamentali come Geller,
Holt, Doring e Rotzer, permettono di individuare il periodo
post-ovulatorio non fecondo. Il metodo della temperatura basa-
le non permette però di ottenere informazioni circa l'inizio
della 'finestra fertile' nella fase preovulatoria del ciclo, e il
grafico della temperatura può risultare difficilmente interpreta-
bile a causa di eventuali rialzi termici aspecifici che possono
verificarsi per un cambiamento delle abitudini di vita, malattie
febbrili, indisposizioni, assunzione di grandi quantità di alcool
o di farmaci ormonali23.




23 Per una conoscenza approfondita vedi E. GIACCHI ' S. GIROTTO '
G. BOZZO, Il periodo fertile. I metodi di Regolazione Naturale della
Fertilità in Italia a confronto: aspetti scientifici, didattici e metodolo-
gici, Libreria Cortina Verona, Verona 2006.



29
CAPITOLO 1


Il Metodo dell'Ovulazione Billings

Il Metodo dell'Ovulazione si basa esclusivamente sulla rileva-
zione quotidiana del 'sintomo del muco', che rispecchia le
caratteristiche modificazioni della secrezione prodotta dal collo
dell'utero per effetto della stimolazione ormonale ovarica.
L'ovulazione, in ogni ciclo fertile, è preceduta ed accompagnata
da una secrezione dal collo dell'utero di un particolare tipo di
muco, che costituisce un fattore indispensabile per la fertilità
della coppia in quanto condiziona la sopravvivenza degli sper-
matozoi nell'organismo femminile e consente il loro passaggio
selettivo attraverso il collo dell'utero. Questo muco è anche un
indicatore attendibile dell'attività ovarica e dell'ovulazione, in
quanto il suo andamento caratteristico e le sue modificazioni
ultrastrutturali rispecchiano fedelmente sia la produzione degli
estrogeni durante la fase dello sviluppo follicolare, sia la secre-
zione di progesterone conseguente al verificarsi dell'ovulazione.
La donna può riconoscere con facilità l'andamento della secre-
zione del muco mediante la rilevazione della sensazione percepi-
ta a livello vulvare e l'osservazione esterna del muco eventual-
mente presente. Il Metodo dell'Ovulazione Billings consente di
identificare in modo attendibile, non soltanto la fase fertile e il
verificarsi dell'ovulazione, ma anche la fase non fertile preovu-
latoria, e il suo eventuale protrarsi in tutte le situazioni in cui
l'ovulazione si verifica con molto ritardo o manca del tutto.
L'uso del Metodo non richiede cicli regolari, ed è pertanto possi-
bile in ogni situazione della vita fertile della donna: nel periodo
dell'allattamento al seno, all'approssimarsi della menopausa,
alla sospensione della contraccezione ormonale, in cicli influen-
zati dagli effetti dello stress o da disfunzioni ginecologiche e
ormonali. Il Metodo può essere anche applicato per ricercare la
gravidanza grazie alla possibilità di riconoscere il momento di
massima fertilità del ciclo24, come vedremo più avanti.

24 Ibid. Cf. anche J.J. BILLINGS, The Ovulation Method, Advocate Press,
Melbourne 19837. (Ed. Italiana Paoline, Milano 1992). Vedi il sito
www.confederazionemetodinaturali.it


30
I METODI NATURALI PER LA REGOLAZIONE DELLA FERTILITÀ: FONDAMENTI SCIENTIFICI


I Metodi Sintotermici

I Metodi Sintotermici utilizzano l'associazione di vari segni e
sintomi naturali di fertilità, di cui alcuni strettamente correlati
all'evento ovulatorio. Esistono vari metodi Sintotermici, come
il Metodo Sintotermico CAMEN25 e il Metodo Sintotermico
Rötzer26, che differiscono fra loro a seconda dell'importanza
e del significato attribuiti dai vari autori all'uno o all'altro se-
gno o sintomo, nonché delle diverse regole applicative da essi
proposte.
La rivelazione della Temperatura Basale, per i Metodi Sintoter-
mici, resta però da tutti accettata quale parametro fondamenta-
le di riferimento. Altri principali parametri di riferimento sono:
l'osservazione della secrezione del muco cervicale, le modifi-
cazioni di consistenza, apertura e posizione della cervice uteri-
na (come proposto da Keefe27) e i calcoli di probabilità (secon-
do Ogino o Doring).
L'andamento bifasico della temperatura basale è un indice
attendibile di ovulazione avvenuta, mentre l'osservazione del
muco cervicale e della cervice uterina consentono di riconosce-
re il periodo fertile e i tempi non fertili, indipendentemente
dalla regolarità o irregolarità dei cicli della donna.
In aggiunta ai segni maggiori, vi sono anche sintomi minori,
quali i dolori addominali, la tensione al seno e le perdite emati-
che intermestruali.




25 Ibid. Cf. anche M. BARBATO, La Regolazione Naturale della Fertilità:
scienza, cultura, esperienza. Vedi il sito www.camen.org
26 Ibid. Cf. anche J. ROETZER ' E. ROETZER, La Regolazione Naturale

della Fertilità: l'arte di vivere la fertilità secondo il metodo sintoter-
mico di Rotzer. Vedi il sito www.fecunditas.it
27 Cf. E.F. KEEFE, «Self-observation of the Cervix to Distinguish days of

possible Fertility», Bull. Sloane Hosp. Wom. 8 (1962), 129-136.



31
CAPITOLO 1


1.3.2. L'affidabilità scientifica

La valutazione statistica28 dell'efficacia dei Metodi Naturali di
Regolazione della Fertilità nell'evitare o rinviare una gravidanza,
deve tener conto del fatto che questi non sono tecniche contraccet-
tive, ma conoscenze fornite alla coppia riguardo al periodo fertile
della donna e che la coppia utilizza secondo le sue esigenze29.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità così si esprime a pro-
posito dei Metodi Naturali:

La pianificazione naturale della famiglia con metodi naturali
consiste in metodi di programmazione delle nascite basati
sulla identificazione delle fasi fertili e non fertili del ciclo
mestruale, così che la coppia sappia quando un rapporto ses-
suale può favorire o evitare l'instaurarsi di una gravidanza.
Se queste tecniche sono impiegate per evitare la gravidanza si
presuppone l'astinenza dal rapporto sessuale durante il
periodo fertile del ciclo. La pianificazione naturale della ferti-
lità implica un rapporto sessuale completo ed esclude qualun-
que mezzo meccanico, chimico od intervento chirurgico30.


28 Per un approfondimento sui limiti e vantaggi dei metodi statistici che
si sono evoluti nel tempo per studiare l'efficacia della Regolazione
Naturale della Fertilità si rimanda al testo: B. C OLOMBO ' R.T.
KAMBIC, Aspetti demografici e statistici della regolazione della ferti-
lità umana, Libreria Cortina Verona, Verona 1999.
29 Testo tratto da H. DE GHANTUZ CUBBE, Valutazione dell'efficacia dei

metodi naturali, in A. BOMPIANI, I Metodi naturali per la regolazione
della fertilità: valore umano e sociale di una proposta educativa. Cf.
anche E. GIACCHI ' H. DE GHANTUZ CUBBE, Valutazione dell'efficacia
dei metodi naturali, in D. MUSUMECI, Principi di regolazione naturale
della fertilità. Insegnamento e prospettive di un servizio socio-sanitario,
Atti del Seminario di aggiornamento Clinica Ostetrica e Ginecologia,
Pisa 24 aprile 2004.
30 W ORLD H EALTH O RGANISATION , Guide to provision of services,

Geneve 1988.


32
I METODI NATURALI PER LA REGOLAZIONE DELLA FERTILITÀ: FONDAMENTI SCIENTIFICI


Per valutare l'efficacia dei metodi naturali, nell'evitare o rinviare
una gravidanza, non è quindi possibile applicare ad essi uno
strumento statistico, senza tener conto delle loro peculiarità.
Nella valutazione statistica dell'efficacia dei mezzi contraccetti-
vi si trova spesso una distinzione tra 'efficacia teorica' intesa
come l'efficacia di un metodo usato in modo perfetto, ed 'effica-
cia d'uso' intesa come l'efficacia del metodo nella pratica co-
mune, sotto l'influenza di vari fattori che ne possono condizio-
nare i risultati: si distingue quindi tra perfect use e normal use.
Una gravidanza avvenuta durante l'uso di una tecnica contrac-
cettiva può quindi essere attribuita al limite insito nella tecnica
stessa o inerente alle sue modalità d'uso (es. mancata assunzio-
ne di una pillola contraccettiva o una interferenza farmacologi-
ca, espulsione spontanea dello IUD').
Quando si valutano le gravidanze verificatesi durante l'uso dei
metodi naturali, ci si può trovare davanti ad una gravidanza
insorta in seguito alla libera e consapevole scelta della coppia di
non utilizzare le regole del Metodo per evitare la gravidanza. La
coppia che usa i metodi naturali, infatti, non delega a mezzi
esterni la responsabilità della procreazione, ma rimane sempre
protagonista di ogni scelta, assumendone liberamente, in prima
persona, la responsabilità. Le valutazioni e le scelte, del resto,
rispecchiano il dinamismo insito nello stesso rapporto di cop-
pia e possono mutare nel tempo: per questo motivo le gravi-
danze che avvengono per uso consapevole di giorni identificati
come fertili, non possono essere automaticamente imputabili
all'inefficacia del metodo ed incluse indiscriminatamente nella
categoria delle gravidanze da uso 'imperfetto' del metodo
naturale (come di solito appare nella maggioranza degli studi
pubblicati).
Le gravidanze che avvengono durante l'uso di un metodo natu-
rale esigono perciò una classificazione specifica.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità, negli studi condotti
sulla valutazione dell'efficacia dei metodi naturali nell'evita-
re/rinviare la gravidanza, ha colto le istanze degli operatori
impegnati nell'insegnamento dei metodi, distinguendo le gra-
vidanze 'riferibili al metodo' (ovvero le gravidanze avvenute a


33
CAPITOLO 1


causa di un limite biologico del metodo) da quelle ottenute per
'abbandono consapevole delle regole' e da 'insegnamento o
apprendimento inadeguato', quando il percorso di insegna-
mento non si è svolto in modo soddisfacente. Un'ultima voce è
data dalle gravidanze da 'causa dubbia', che sono state ottenu-
te in modo biologicamente inspiegabile31.
I due strumenti statistici più idonei a valutare l'efficacia dei
Metodi Naturali nell'evitare/distanziare la gravidanza sono il
Tasso o Indice di Pearl modificato e la Life Table 32.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha condotto, dal 1977
al 1979, uno studio statistico multicentrico sul Metodo del-
l'Ovulazione Billings33. Lo studio ha coinvolto 869 donne di


31 Cf. WORLD HEALTH ORGANISATION, «A prospective Multicentre Trial
of the Ovulation Method of Natural Family Planning. I The Teaching
Phase», Fertil Steril, 36, 2 (1981), 152-158; WORLD HEALTH ORGANISATION,
«A prospective Multicentre Trial of the Ovulation Method of Natural
Family Planning. II The Effectiveness Phase», Fertil Steril, 36, 5
(1981), 591-598.
32 L'Indice di Pearl è ottenuto moltiplicando il numero di gravidanze

verificatesi per 1300 (100 donne che usano il metodo per 13 cicli
annui), diviso il numero di mesi di uso effettivo del metodo, calcolato
per tutte le donne che hanno partecipato allo studio. Quanto più è
basso l'Indice di Pearl, ossia vicino allo zero, tanto più è efficace il
metodo utilizzato.
La Life table permette di calcolare la percentuale di utenti che restano
gravide in un determinato lasso di tempo ed evita la distorsione prodotta
dalla eterogenea fecondabilità delle donne. Infatti valuta mese per mese
i tassi di gravidanza e di conseguenza il tasso di popolazione non gravi-
da che continua l'uso del metodo. Per una spiegazione più approfondita
si rimanda al testo di E. GIACCHI ' H. DE GHANTUZ CUBBE, Valutazione
dell'efficacia dei metodi naturali, in D. MUSUMECI, Principi di regola-
zione naturale della fertilità. Insegnamento e prospettive di un servizio
socio-sanitario.
33 Per un'analisi approfondita dei dati, vedi il testo di H. DE GHANTUZ

CUBBE, Valutazione dell'efficacia dei metodi naturali, in A. BOMPIANI,


34
I METODI NATURALI PER LA REGOLAZIONE DELLA FERTILITÀ: FONDAMENTI SCIENTIFICI


provata fertilità, di differente livello culturale e condizione
socio-economica, di differenti religioni, abitanti in Paesi molto
differenti tra loro (industrializzati e in via di sviluppo): Irlanda,
Nuova Zelanda, Filippine, India, El Salvador. La quota di gra-
vidanze riferibili al metodo aveva un indice di Pearl di 2,2, si-
gnificativamente basso, che conferma l'affidabilità del metodo
quando viene utilizzato correttamente, secondo le regole per
evitare una gravidanza. Infatti, la quota maggiore di gravidan-
ze, indice di Pearl di 15,4, è dovuta ad abbandono consapevole
delle regole. Un'altro dato significativo è che il 98,2% delle
donne partecipanti allo studio e il 96,7% dei loro partners
hanno riferito una soddisfazione per il metodo 'eccellente o
buona'34.
Dal 1980 al 1994 è stato condotto negli USA uno studio pro-
spettico, coinvolgendo 1876 coppie, allo scopo di valutare
l'efficacia, distinta in 'efficacia del metodo' (teorica) ed 'effi-
cacia d'uso' (nella pratica comune), del 'Creighton Model
NaproEducation Technology for Avoid Pregnancy', una modi-
ficazione estremamente standardizzata del Metodo Billings.
I dati, secondo la Life table, riportano un'efficacia del metodo
di 99,5, e un'efficacia d'uso di 96,435.



I Metodi naturali per la regolazione della fertilità: valore umano e
sociale di una proposta educativa. Cf. anche E. GIACCHI ' H. DE
GHANTUZ CUBBE, Valutazione dell'efficacia dei metodi naturali, in D.
MUSUMECI, Ibid.
34 Cf. WORLD HEALTH ORGANISATION, «A prospective Multicentre Trial of

the Ovulation Method of Natural Family Planning. III Characteristics of
the menstrual cycle and of the fertile phase», Fertil Steril, 40, 6 (1983),
773-778; Cf. WORLD HEALTH ORGANISATION, «A prospective Multi-
centre Trial of the Ovulation Method of Natural Family Planning.
V Psychosexual aspects», Fertil Steril, 47, 5 (1987), 765-772.
35 Cf. T.W. HILGERS ' J. B. STANFORD, «Creinghton Model NaproEduca-

tion Technology for Avoid Pregnancy», Use Effectiveness Journal of
Reproductive Medicine, 43(6), 1998, 495-502.


35
CAPITOLO 1


Nel 1987 è stato condotto uno studio non comparativo, coin-
volgendo 2059 coppie in 5 stati dell'India, allo scopo di valuta-
re l'efficacia del Metodo Billings nel rinviare/evitare una gra-
vidanza. I dati, secondo l'Indice di Pearl, riportano un'efficacia
del metodo (uso perfetto) di 1,5, ed un'efficacia d'uso (uso
imperfetto) di 14,436.
Importanti informazioni provengono dalla Cina, dove il Metodo
Billings è stato ufficialmente introdotto nel 1995 da parte del
Ministero della Salute Cinese. Da allora il metodo è stato diffuso
in quasi ogni angolo della Cina e oggi viene usato regolarmente
da 3.847.600 coppie fertili (quelle registrate, ma si presume
siano molte di più) per evitare una gravidanza, con una percen-
tuale complessiva di successo di circa il 99%. Inoltre ci sono
state 16.650 su 49.330 coppie infertili che sono riuscite ad
avere un bambino orientando i rapporti nel periodo fertile iden-
tificato dal metodo.
Nel 1997 è stato condotto, in Cina, uno studio di comparazione
parallela e randomizzata sull'efficacia del Metodo Billings e
della IUD al rame (il metodo contraccettivo più popolare in
Cina) nell'evitare gravidanze, coinvolgendo 1546 donne fertili.
I tassi di gravidanza dovuti al metodo sono molto più bassi,
0,5, rispetto allo IUD, 2,037.
Inoltre, in certe località dove il Metodo Billings

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