La voce dei clienti
Tutti i commenti (da 32521 a 32535 di 34177)
Itinerario crismale. Quaderno per ragazzi. Primo anno
Edizioni Dehoniane Bologna
(gennaio 2004, 80 p.)
mirella vega de carmine il 30 ottobre 2010 alle 12:41 ha scritto: questo quaderno formativo per i ragazzi adolescenti è molto carino perchè parla loro attraverso situazioni vissute da coetanei immedesimandosi nei loro comportamenti. La storia continua con gli stessi personaggi, li fa appassionare a loro preferendo quello che più si avvicina ai loro comportamenti. Inoltre analizza passi della Bibbia cercando di far vivere loro tali situazioni e commentarle in prima persona. |
||
|
Coro S.Rita il 30 ottobre 2010 alle 00:06 ha scritto: Grazie Daniele le tue canzoni sono stupende!.Parrocchia S.Rita Castelletto di Senago Milano. Leggi tutti i commenti (6) |
|
Giuseppe84 il 29 ottobre 2010 alle 20:05 ha scritto: E' una statua bellissima,ma troppo costosa per me!Volevo regalarla a mia nonna che poi l'avrebbe data a mia sorella per natale ma non posso comprarla purtroppo! |
|
Classe 5 il 29 ottobre 2010 alle 19:30 ha scritto: Stiamo facendo questa recita ed è bellissima |
|
Giuseppe Davide Mirabella, giusemira@gmail.com il 29 ottobre 2010 alle 18:07 ha scritto:
Neuro-mania è un libro per tutti, ovvero un testo per l’uomo che si pone domande circa la pervasività delle discipline «neuro» nei media (tg, giornali, web), un’introduzione al posticcio e malriuscito quanto gettonato «scavalcare» la mente, oggetto di studio (proprio) della psicologia – posto che non si escludono l’anima e la coscienza, indagate per secoli dalla religione e dalla filosofia; infine un libro per specialisti della mente (psicologi, psichiatri) che, già addentro al problema dell’uso delle neuroimmagini, vogliono tenere tra le mani e leggere un pamphlet neanche tanto polemico ma decisamente infarcito di buon senso. Inoltre esso è un ragguardevole e pionieristico guanto di sfida lanciato a neuroeconomisti, neuroteologi, e via discorrendo. |
La donna cannone e l'agnello di Dio. Tracce cristiane in Francesco...
Ancora
(novembre 2009, 160 p.)
Giuseppe Davide Mirabella, giusemira@gmail.com il 29 ottobre 2010 alle 09:28 ha scritto:
I campi del sapere non sono sempre paludate discipline contenute in tomi pesanti e facili da odiare. L’autore, esperto di semiotica e fautore di ricerche serie e documentate sul fenomeno musicale novecentesco e oltre, si cimenta con la musica, suoni e parole, di Francesco De Gregori, con la peculiarità di rintracciare “l’immaginario biblico-cristiano” nel lavoro del cantautore romano, sulla scena dal ’72 del secolo scorso, ed ancor prima agitatore culturale del mitico locale romano Folkstudio. Lavoro, quello di Jachia, non catalogabile ed originale, frutto di una scommessa della casa editrice Àncora che ha avviato una collana, “Maestri di frontiera”, dove la musica, che assume veste di vera poesia, e il Cristianesimo esplicito o meno (o almeno la ricerca di “Altro”) di certi testi come quelli di De André, Battiato, Gaber, Baglioni, addirittura Vasco Rossi, diventano la traccia anomala e divertente del libro. |
||
|
Giuseppe Davide Mirabella, giusemira@gmail.com il 29 ottobre 2010 alle 09:25 ha scritto:
Scorrendo l’ampio curriculum dell’Autore di questo agile volumetto, posto alla fine del libro, si rimane impressionati dai tanti incarichi di responsabilità in campo finanziario e accademico (non ultima la co-fondazione della Libera Università Carlo Cattaneo di Varese); la sua sensibilità unita alle capacità dirigenziali lo hanno condotto alla nomina di Commissario Unico per gli aiuti umanitari in Kosovo (Missione Arcobaleno) e ad istituire un fondo di microcredito con il Nobel M. Yunus. Cattolico, è studioso di Dottrina Sociale della Chiesa; le sue attività sono molteplici (da ricordare la partecipazione al Consiglio della Fondazione FAI) e le pubblicazioni su temi economici all’attivo sono svariate. |
|
Giuseppe Davide Mirabella, giusemira@gmail.com il 29 ottobre 2010 alle 09:22 ha scritto:
Il fenomeno culturale “Matteo Ricci” non è circoscrivibile al solo Ordine Gesuitico, o a un gruppo ristretto di esperti e studiosi; dimostrazione del fatto è l’interesse mostrato verso la figura del gesuita marchigiano da parte di un vasto pubblico, che ammira l’opera di Matteo Ricci (1552-1610) nelle sue varie espressioni. Quest’anno ricorre l’Anno Ricciano, e tante sono le manifestazioni culturali in suo nome; tant’è che all’interno della rassegna del 66° Festival internazionale del Cinema di Venezia c’è stata la prima proiezione italiana del docufilm di Gjon Kolndrekaj, “Matteo Ricci, un gesuita nel regno del drago”. Invito chiunque voglia saperne di più sulle manifestazioni, presenti e passate, a consultare il sito web http://padrematteoricci.it/ . |