Citazione spirituale

La voce dei clienti

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Francesca il 2 marzo 2019 alle 11:22 ha scritto:

Libro in cui interessantissimi contenuti e spiegazioni dei testi biblici annegano in pesanti e inutili convoluzioni e meta-commenti colloquiali e ammiccamenti continui interventi con pareri e racconti dell'autore facendo smarrire il punto e rendendo il testo pesante e inutilmente faticoso. Il libro trarrebbe molto beneficio da uno stile più curato, sobrio, e composto. Definire di basso livello il filtro della filosofia greca nel "tradere" il testo biblico riflette un tono di saccenteria che manca di rendere giustizia a una tradizione culturale immensa, anche se inadatta per mentalità e strumenti culturali e concettuali a veicolare il valore semantico del testo ebraico originale e il messaggio legato (il punto dell'autore è condivisibile, peccato sia espresso male). Riferimenti alle donne che si truccano per sforzarsi di apparire belle perché la presentabilità secondo l'autore dura 4-5 anni e poi via, è quanto meno volgarmente, genuinamente, grassamente misogino. Commento che tradisce la solita greve cultura maschilista da vecchio oste di trattoria da carbonara, ma non da chi predica scrivendo pure libri divulgativi che dovrebbero essere letti anche da donne, anche cadenti, ma anche no, e che si truccano, ma anche no, a seconda che vada loro o no, e che a volte perfino capiscono e criticano quel che leggono.

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Non solo mimose
Libro
Paoline Edizioni (febbraio 2019, 80 p.)

Don Pietro Baciu il 1 marzo 2019 alle 21:51 ha scritto:

Un libro che è un invito a vedere nella donna "un dono che Dio ha l'ha pensata per ciascuno perché tutti potessimo avere una mamma!"


Laura Cavallazzi il 1 marzo 2019 alle 21:25 ha scritto:

Molto bello , Giusy è un bellissimo esempio di tenacia e mi è servito leggerla. Mi è piaciuto anche il coinvolgimento della famiglia e degli amici che l'hanno sempre sostenuta. Una grande fiducia in Dio che ha trovato la sua "scintilla" nel primo viaggio a Lourdes. Un grande coraggio ed entusiasmo anche nell'iniziare la carriera di atleta paraolimpica che l'ha portata a cambiare completamente via.


Romina Pellegrini il 1 marzo 2019 alle 11:10 ha scritto:

questo supporto piace molto ai bambini a catechismo, si può usare spiegando le parole da cercare e poi organizzare una sfida a squadre come momento di gioco a tema. Contiene tutti gli argomenti trattati a catechismo.


Romina Pellegrini il 1 marzo 2019 alle 11:07 ha scritto:

questo libro è un utilissimo supporto per il catechismo. lo utilizzo a fine incontro per far fare un gioco ai bambini sul tema trattato quel giorno. piace tantissimo. può essere usato anche dai genitori per fare insieme un'attività con i bambini.


laura mollo il 1 marzo 2019 alle 10:39 ha scritto:

La voglia di Paradiso è l'intenso desiderio di felicità che è comune a ogni uomo, tutti la cercano e lottano per conquistarla: l'importante è imboccare la strada giusta. Don Novello, con questo nuovo libro, vuole additarci questa strada, ma non ci conduce per i percorsi impervi della Filosofia o della Teologia, bensì per i sentieri della semplicità che si adatta a tutte le persone di buona volontà. Egli si comporta come il bravo medico che non ci insegna la sua scienza -pur vasta e profonda- ma ce la consegna in ricette accessibili e semplificate. Questo libro ha il sapore di un punto d'arrivo e di una visione conclusiva di un percorso spirituale e pastorale, perché la voglia di Paradiso è il normale traguardo di un cammino sorretto dalla fede, e soprattutto, dall'amore per la verità, la bellezza e la bontà. È una voglia che non si improvvisa, ma che si matura col tempo, attraverso i normali canali dell'impegno, dello studio, della preghiera e del contatto vivo con le realtà di ogni giorno. Questo libro ha lo scopo di suscitare interesse e impegno per meritare e raggiungere il Paradiso. Il Paradiso è lo scopo per il quale siamo stati creati -il fine della vita, il traguardo del cammino terreno, il premio alla fatica del vivere, il conforto alle sofferenze, la piena e definitiva felicità alla quale aspiriamo. Annunciare il Paradiso significa dare fiducia, infondere speranza, comunicare ottimismo, dare senso e valore a ogni cosa, anche la più piccola e insignificante, fare della vita la serena attesa di un futuro appagante e felice, instillare la certezza che il meglio per noi è riposto nella realtà che ci attendono, e non in quelle che appartengono al passato. La fede è adesione a Dio che si rivela in Cristo, è un riporre la propria fiducia e la propria speranza in Lui che ci promette un'eternità felice. Noi, essendo stranieri e pellegrini, siamo insoddisfatti e infelici, e quindi in perenne agitazione. Avvertiamo che la felicità definitiva e completa alla quale aspiriamo non è raggiungibile sulla terra, anche se ci illudiamo di poterla raggiungere avvertiamo così un forte desiderio di raggiungere qualcosa e qualcuno che ci possano realmente e definitivamente saziare. Per alcuni il Paradiso è tutto: non possono concepire la vita senza la certezza che, alla fine, l'attende un mondo di felicità. Si sentirebbero orfani se non sapessero che al termine dell'esistenza terrena c'è un Padre dolce e giusto che li aspetta. Per altri il Paradiso è una realtà lontana, evanescente, irraggiungibile che, o non è fatta per loro, o è tanto alta da non sentirsene degni. Per questi, il Paradiso resta solo un'utopia o una invenzione inutile, e quindi, preferiscono un Paradiso terreno, anche se piccolo e di breve durata, a un Paradiso celeste indefinibile e vago. Perché tanta fatica ad accettare il Paradiso? La maggior parte delle persone non ne parla, non si impegna a conoscerlo, non si preoccupa di raggiungerlo. Queste persone sono troppo radicate nella loro materialità e troppo presa dai loro problemi immediati per dar valore a realtà future, che non hanno immediata incidenza sulla vita quotidiana. Per molti, anche se credenti, il Paradiso è un'invenzione per allietare gli scontenti, è un comodo rifugio per consolare i sofferenti, è un'efficacia barriera per frenare le rivendicazioni dei poveri, è un'allettante risposta alla richieste di una maggiore giustizia sociale. C'è dunque sì voglia di Paradiso, ma di un paradiso terreno, immediato, palpabile, costruito con mani d'uomo e più adatto alle necessità e ai gusti personali. Un tempo si contemplava di più e ovviamente si pensava di più al Paradiso, che è il termine ultimo di ogni contemplazione. Oggi per tanta gente le prospettive celesti si sono abbassate perché alla contemplazione si è purtroppo sostituito un diffuso sistema di attivismo e di materialismo, che è un forte ostacolo nell'ascendere verso realtà future e trascendenti. La vita moderna, col suo massacrante attivismo, ci distrae dalle realtà trascendenti e veramente importanti; e ci porta a vedere solo ciò che le cose offrono al loro esterno. Il crescente benessere porta a pensare sempre più alla terra e sempre meno al cielo. L'uomo moderno preferisce lasciarsi travolgere dalle facili attrattive dei sensi, anziché lasciarsi trascinare dalle impalpabili delizie dello spirito. Solo attraverso la fede si può conoscere e accettare il Paradiso. L'essere umano senza la fede rimane prigioniero del suo universo, cioè delle cose materiali, dei suoi sentimenti, dei peccati, dei dolori, delle gioie, del tempo e di tutti i limiti che gli impone la natura. Solo la fede può abbattere questi muri e liberare le persone da questi limiti, perché con essa si aderisce a Dio, che rivela il senso della vita presente e dischiude le porte della vita eterna. Chi non vuole accettare la fede lo fa perché non vuole dipendere da Dio e perché si fida più di se stesso che di Lui. L'ateismo è una fede in negativo, perché è la fede nel nulla: è adesione a tante schiavitù che affliggono le persone, il denaro, il potere, le apparenze, il piacere, la noia, l'assurdo, la morte. Giungere al Regno dei cieli significa raggiungere Dio. Il Paradiso è per tutti. Tutte le persone sono invitate, attese, sollecitate, ma nessuno vi può essere introdotto con la forza o con la violenza. Vi sono persone che non vogliono entrarvi e che quindi fanno scelte completamente diverse: Dio rispetta il loro rifiuto, anche se conosce le devastanti conseguenze di certe scelte negative. Dio accoglierà e premierà ogni sua creatura che lo avrà cercato e amato in vita, e lo avrà desiderato in morte. Accogliere il Vangelo significa vivere felici, anche nelle condizioni più disagiate e meno accettabili. Accogli la vita come dono, devi convincerti che la vita è un dono, un dono d'amore offerto da Dio che ti ama di un amore eterno, disinteressato, infinito e personale. Non sei venuto al mondo per caso e senza un preciso disegno preordinato: fai parte di un piano divino che prevede anche te come persona indispensabile. Non sono importanti solo gli uomini e le donne che arrivano al potere e al successo, ma sei importante anche tu, qualunque sia la tua età, la tua condizione, la tua professione... e nonostante le tue povertà e i tuoi insuccessi. Nessuno ti ama come ti ama il Signore. Nessuno pronuncia il tuo nome con l'interesse e il calore con i quali lo pronuncia Lui. Se riuscirai a scoprire questa Presenza amorevole e tenerissima gusterai la gioia di esistere e accoglierai la vita come l'ineguagliabile dono attraverso il quale il Padre vuole comunicarti la sua gioia. Sappi accettare te stesso. Accettati per quello che sei, impara ad accettarti, a calmarti, a distenderti in serenità. Non invidiare nessuno. Amare tutti. Rinuncia a certi tuoi atteggiamenti negativi e pessimisti, non giudicare nessuno. Dimentica il male subito e valorizza il bene ricevuto.

Lettera a Sila - Silvano Fausti
Libro
Silvano Fausti Ancora (settembre 2017, 112 p.)

Frate Valerio Folli il 1 marzo 2019 alle 10:31 ha scritto:

Un ottimo libro che racconta in modo sapienziale il cammino di fede di un cristiano che, ieri come oggi, è chiamato a dare testimonianza nel mondo. L'autore permette al lettore di sentirsi chiamato in causa nel cammino di conversione e di adesione al Signore Gesù


Frate Valerio Folli il 1 marzo 2019 alle 10:29 ha scritto:

Il libro cerca, attraverso diversi esempi concreti, di dare dei suggerimenti alle parrocchie e ai loro consigli pastorali per scegliere uno stile sostenibile anche nelle abitudini della vita della parrocchia, a partire dagli edifici fino allo stile di vita comunitario.


Frate Valerio Folli il 1 marzo 2019 alle 10:27 ha scritto:

L'autore riprende i temi già svolti in altri testi in chiave spirituale, soprattutto facendo riferimento al Laudato Sii, così da poter dare uno sguardo non solo materiale al cammino di cambiamento delle proprie abitudini, ai propri stili di vita.


Frate Valerio Folli il 1 marzo 2019 alle 10:25 ha scritto:

Questo testo racconta in modo storico le vicende "nascoste" del Concilio Vaticano II, in particolare l'attenzione verso i poveri per una Chiesa povera: tema di forte attualità con Papa Francesco, ma che trova radici in una storia della Chiesa poco conosciuta come quella raccontata in questo testo.

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Frate Valerio Folli il 1 marzo 2019 alle 10:24 ha scritto:

Anche in questo libro l'autore richiama gli stili di vita che devono essere assunti per un cambiamento reale delle nostre abitudini, per dare la possibilità di continuare uno stile di vita sostenibile, per permettere anche alle prossime generazioni di abitare la Terra.

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Frate Valerio Folli il 1 marzo 2019 alle 10:22 ha scritto:

Un libretto che racconta quali stili di vita assumere per poter orientare la vita al cambiamento. Un libretto di poche pagine ma denso di idee e di spunti interessanti per continuare ad approfondire le idee contenute nella Laudato Sii di Papa Francesco.


Frate Blaj Ioachim il 1 marzo 2019 alle 09:28 ha scritto:

fatto bene

Massime eterne
Libro
Edizioni Messaggero (settembre 2014, 352 p.)

Frate Blaj Ioachim il 1 marzo 2019 alle 09:28 ha scritto:

utile

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Il segreto di Benedetto XVI - Antonio Socci
Libro

Prof. Antonella Canci il 1 marzo 2019 alle 07:43 ha scritto:

Ho comprato il libro da voi, per capire con precisione cosa sia accaduto nel 2013, quando Papa Benedetto XIII abdicò, per modo di dire, ma nello stesso tempo, mi piace leggere i libri di Antonio Socci, validissimo scrittore che sa entrare nelle cose riguardanti la S. Chiesa ed il Vaticano, con discrezione ed al contempo, con incisività e forza prorompente. Il libro rappresenta un po' la "Summa" dei numerosi Testi di Socci. Per lui, il Papa Vero rimane pur sempre Benedetto e lo delinea nelle sue caratteristiche un Papa delicato e forte al contempo, l'unico capace di portare avanti liturgicamente, la crisi dell'attuale Chiesa e lo scrittore lo fa, passando attraverso altri libri scritti, documenti e messaggi di Fatima e di altri "profeti" del passato. È un libro che consiglio di leggere con calma per capire a fondo il misterioso "giallo"!

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