Citazione spirituale

La voce dei clienti

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Giovanni Basile il 12 giugno 2022 alle 12:56 ha scritto:

La croce di San Damiano ha un fascino tutto particolare. Suscita suggestioni che portano ad elevare l'animo di chi la contempla. Rimanda ad un'epoca, a noi lontana, in cui forte era la spiritualità e molto sentita la percezione della dimensione divina.

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Giovanni Basile il 12 giugno 2022 alle 12:52 ha scritto:

Concordo con il commento di chi mi ha preceduto. Ho visto questo crocifisso con la medaglietta di san Benedetto: in effetti è senz'altro un articolo da regalare. Bello anche il legno chiaro. La figura di Cristo, poi, è stata lavorata bene in tutti i suoi dettagli.

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Giovanni Basile il 12 giugno 2022 alle 12:45 ha scritto:

Questo crocifisso è molto bello. L'ho visto esposto alla libreria San Paolo di Firenze. Il metallo lucido del corpo di Gesù e la targa sopra fanno da contrasto con il legno scuro della croce, un legno solido e di qualità, in faggio. Il tutto contenuto in una elegante scatola.

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Vangelo per la famiglia
Libro

Giovanni Basile il 11 giugno 2022 alle 18:36 ha scritto:

È un piccolo vangelo tascabile, con caratteri piccoli. Edizione pratica da leggere o consultare. Dato che di questi tipi ve n'è già una grande e ricca varietà, suggerirei di pubblicare qualche edizione corredata di più commenti e spiegazioni, in modo da avvicinare i lettori meno abituati, soprattutto i giovani, a comprendere in modo un tantino più approfondito la Parola di Dio.


Giovanni Basile il 11 giugno 2022 alle 18:08 ha scritto:

È la stessa edizione in brossura, edita a suo tempo e venduta a 9,90 euro, con copertina gommata (color arancione oppure anche blu), morbida e piacevole al tatto, pratica da potersela portare ovunque con sé. Caratteri piccoli che però si fanno leggere bene, stampati su pagina bianca e su due colonne.

Diario di viaggio - Egeria
Libro
Egeria Paoline Edizioni (febbraio 2006, 112 p.)

Prof. Piera Dormiente il 11 giugno 2022 alle 17:32 ha scritto:

"Egeria" è una figura misteriosa, forse una ricca vedova con vocazione monastica, che al suo rientro in Galizia era riuscita a realizzare il suo sogno: visitare negli anni 381-383 d.C. la Terra Santa, l'Asia Minore e l'Egitto. Ella scrive un "Diario di viaggio", in cui descrive l'anno liturgico a Gerusalemme, raccontando il suo pellegrinaggio sulle orme storiche di Gesù. La pellegrina ripercorre i luoghi biblici, rivivendone i singoli avvenimenti. Ella coglie: "Cristo" al centro di ogni rito liturgico, la "Scrittura" come segno cronotopico, la "preghiera-meditazione-lettura biblica" come dimensioni comunitarie, i pellegrini poliglotti provenienti da luoghi lontani e celebranti insieme quei riti come comunità in cammino.
La domenica, al canto del gallo, Egeria insieme ad altri fedeli, tra cui molti bambini, dopo i riti consueti all' "Anastasi" (la "santa grotta del sepolcro" di Cristo, ora inclusa nella basilica di Gerusalemme) e alla "Croce", si riuniscono nel "Martyrium", (la chiesa maggiore che è sul "Golgota") per la celebrazione e poi, tenendo in mano rami di palme o di ulivi, salgono sull' "Imbomon", il "Monte degli Ulivi", dove vi è la chiesa dell'"Eleona" (nella quale si trova la grotta in cui il Signore rimase la notte dell'"Ultima cena" con i suoi discepoli); il lunedì Egeria si reca nuovamente all'"Anastasi" e al "Martyrium"; il martedì di nuovo all'"Eleona"; il mercoledì ancora all'"Anastasi", dove racconta che "tale è il gridare e il gemere di tutto il popolo che non c'è nessuno che possa non commuoversi fino alle lacrime in quel momento"; il giovedì va ancora una volta sull'"Imbomon"; il venerdì scende nel "Getsemani", poi si reca a "Sion" presso la colonna della flagellazione, infine sale sul Golgota fin davanti alla Croce, baciandone il sacro legno, come era tradizione baciare l'anello di Salomone, quale segno di regalità. Ad ogni stazione intona canti, inni, antifone, recita orazioni ed il "Lucernale" (l'orazione della sera per l'accensione delle lampade), legge passi evangelici. Parla dei fedeli accompagnati da sentimenti comuni di tristezza: pianti e lamenti per il sacrificio e la morte di Cristo; ma anche da sentimenti comuni di gioia: speranza e vittoria per la sua resurrezione: "Nulla è avvenuto che non sia stato predetto e niente è stato predetto che non si sia compiuto."; il sabato cita i "neofiti", i nuovi battezzati, che - dopo il rito dell'unzione - vivono la "veglia", come pure alla fine di ogni giornata, dalla domenica al sabato successivo, di quella "settimana di Pasqua".

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Maria Grazia Bontà il 11 giugno 2022 alle 11:01 ha scritto:

Spettacolare un libro molto profondo e illuminante sulla vita dei santi lo consiglio vivamente

Stefania Finocchiaro il 11 giugno 2022 alle 10:39 ha scritto:

Un libro che consiglio a tutti perché è bello sapere dei Santi di adesso non vedo l'ora che mi arrivi e leggerlo e un dono sapere dei santi e ringrazio l'autore che ci dà la possibilità di sapere.

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La santa messa - Rivas Catalina
Libro

Antonio Caputo il 11 giugno 2022 alle 10:33 ha scritto:

Come tutte le rivelazioni private, anche quelle della Rivas vanno prese con le dovute accortezze. Sicuramente siamo davanti a delle pagine che fanno riflettere, ma non sono opera del Magistero della Chiesa e non sono Parola di Dio. Il "vedere" nell'ambito della mistica ha un significato complesso. E quello che si "vede" non è sempre quello che è nella sua essenza. Si vede anche con la mente. Anche nei sogni "vediamo" qualcosa. Ogni esperienza mistica, pur avendo una sua oggettività (che però sfugge del tutto al mistico), è essenzialmente soggettiva, ovvero del soggetto per il soggetto. Bisogna fare attenzione a NON usare questo libricino come guida per le celebrazioni liturgiche, dicendo: adesso succede questo, adesso gli angeli sono presenti durante l'offertorio, durante la consacrazione il celebrante si riempie di luce, ecc... Ricordiamo quello che ha detto Gesù a Tommaso e a tutti noi: Beati quelli che pur non avendo visto crederanno...

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Simona Vagni il 10 giugno 2022 alle 18:36 ha scritto:

Mi hanno regalato questo bellissimo libro e ne sono rimasta entusiasta. Una vera carezza per l'anima, parole che possono accompagnare in tanti momenti della propria vita. Da tenere sempre sul comodino.

Daniel Levi il 10 giugno 2022 alle 18:33 ha scritto:

Ho letto tutti i libri del professor Olianti, e ogni volta non vedo l'ora che esca il prossimo. Anche questo non mi ha deluso, ho trovato molti spunti di riflessione illuminanti. Lo consiglio caldamente a tutti.

Pietro Masini il 10 giugno 2022 alle 18:23 ha scritto:

Un libro bellissimo e molto utile! Ricco di spunti di riflessione, di citazioni molto pertinenti e soprattutto ...infonde grande fiducia nella vita.
Lo consiglio fortemente

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Caro Epicuro - Diego Fusaro
Libro
Diego Fusaro Piemme (maggio 2020, 304 p.)

Antonio Caputo il 10 giugno 2022 alle 11:25 ha scritto:

Forse, ad oggi, il miglior libro di Fusaro, nonostante i successi dell'ultima sua pubblicazione. E questo perchè mancano questa volta alcuni tratti polemici che caratterizzano alcune sue pagine, specie se inerenti questioni politiche. "Caro Epicuro" potrebbe avere tranquillamente come sottotitolo: Introduzione alla filosofia". Di sicuro la migliore "introduzione" degli ultimi anni che non ha la pretesa di essere tale. Eppure lo è, essendo questo testo del tutto privo di tecnicismi filosofici, pur rimanendo in un ambito linguistico di tipo filosofico. Un'impresa non da tutti, visto che le classiche introduzioni presuppongono una conoscenza, anche di tipo scolastico, della filosofia. Questo libro invece è per tutti. Anche per i filosofi di professione. E forse anche per l'Autore stesso, che a volte dimentica come la filosofia non dovrebbe complicare le questioni ma chiarirle con un linguaggio chiaro, per tutti. Il libro si può leggere a salti tranquillamente. Un'ottima lettura per l'estate...


Dott. Marcello Prosperi il 10 giugno 2022 alle 11:08 ha scritto:

Libro uscito come accompagnamento alla terza edizione del Messale romano nel 2020.
E' composto da 10 paragrafi che fondono insieme in modo ottimale liturgia e catechesi e fanno riflettere anche con alcune domande concrete. Utile sia per la riflessione personale che per la formazione di animatori e gruppi liturgici.

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Prof. Piera Dormiente il 10 giugno 2022 alle 11:07 ha scritto:

La "Madonna del cardellino" è uno degli apici più alti nell'arte pittorica di Raffaello Sanzio. Fu realizzata nel 1508 per Lorenzo Nasi, ricco mercante di panni di lana fiorentino. Nel dipinto la Vergine Maria in primissimo piano si staglia su un paesaggio quieto e silente, dove si intravvede una città che ricorda Firenze per la cupola di "Santa Maria del Fiore" sullo sfondo. La Madonna è seduta su una roccia e accudisce due bambini, che in quell?istante la distraggono dalla lettura del libro sacro che tiene nella mano sinistra; ella cinge affettuosamente con la mano destra San Giovannino, che porge un piccolo cardellino a Gesù Bambino, che ne accarezza la testa; e contemporaneamente tiene il figlio tra le ginocchia materne (gesto derivante dalla "Madonna di Bruges" in Belgio, scolpita da Michelangelo nel 1503-1505). Vi è un dialogo di sguardi fra le tre figure, che esprimono la grazia del sentimento della dolcezza. Il cardellino lega la vita di Giovannino e Gesù da infanti e da adulti; secondo la tradizione esso simboleggia, con la sua testa tinta di rosso, la passione di Cristo e il sangue versato sulla croce. Si racconta, infatti, che durante la salita al Calvario un cardellino si sarebbe posto sul capo del Messia, per estrarre le spine che gli trafiggevano la fronte, macchiandosi così le piume con il sangue di Gesù; da qui, il caratteristico colore rosso del suo piumaggio. Per tal motivo, lo sguardo di Maria è triste, alludendo alla consapevolezza del destino che attende il figlio, profetizzatole da Simeone - "A te una spada trafiggerà l"anima". Il dipinto, recuperato in pezzi, dopo il crollo di Palazzo Nasi nel 1547, e poi restaurato e collocato presso la Galleria degli Uffizi di Firenze, è assurto a simbolo di rinascita e di spirito di ricostruzione storica e della nostra vita quotidiana.