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La voce dei clienti - Libri

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Solo l'amore resta - Amirante Chiara
Libro
Amirante Chiara Piemme (ottobre 2012, 223 p.)

luciano il 14 dicembre 2012 alle 15:09 ha scritto:

Un meraviglioso libro da leggere, da scoprire e che sconvolge per la grande testimonianza di vita e di miracoli...

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leonardo chiesa il 14 dicembre 2012 alle 13:34 ha scritto:

Un libro che riesce veramente a far conoscere ed apprezzare la figura di Suor Erminia Brunetti

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luigina lampacrescia, luiginalampa@gmail.com il 14 dicembre 2012 alle 11:34 ha scritto:

Un libro molto interessante perché propone una specie di traduzione diversa, dalla tradizione italiana, di alcune parole fondamentali dell'ebraismo e del cristianesimo. Queste parole sono state tradotte con termini importanti quali Dio, l'"io sono" e così via. L'autore riesamina con molto acume, e sicuramente dopo lunga meditazione esperienziale, i significati profondi delle cosiddette "tavole della legge". Diventano delle epigrafi aperte nell'anima umana, oltreché un insieme di scienza, coscienza, conoscenza. Egli riesce a dimostrare che le parole hanno una forza evocativa, trasformativa e riepilogativa oltre il tempo, inteso come chronos, cioé in senso di quantità, di secondi, mesi, anni, ecc. Il libro assurge quasi alla funzione di viatico, ossia di accompagnamento sulle vie della vita personale, come lo sono anche i Comandamenti, in qualche modo. Niente di impositivo, ribadisce alla fine del testo e nel retro della sovraccoperta, del libro, affinché le parole della legge possano interiorizzarsi, per essere respiro di vita nuova. Un tutt'uno sembrerebbe con la sintesi mirabile che ha fatto Gesù Cristo, cambiando la nostra concezione del mondo, del vivere e del soffrire, che ha detto di se stesso essere "via, verità, vita", tesoro prezioso anche sul significato della comunicazione! Immenso sguardo d'amore che ha saputo vedere le difficoltà che incontriamo a causa della durezza del nostro cuore, che ha fatto imporre cambiamenti alla legge mosaica, per presuntuosità, superbia dell'animo e dell'intelligenza umana, di cui l'unico Maestro, Gesù, ci ha parlato.
Si respira nel libro un anelito al cristianesimo, scevro delle patine passate, ma ricco di tutta la profondità misteriosa di una lingua e di un sapere che facevano parte della cultura a cui Gesù apparteneva. L'autore non nomina mai il Figlio dell'Uomo, forse per questo il suo nome e il suo esempio sembrano così forti nelle sue parole. Il libro non è lungo, anzi, ma per accedervi è necessaria molta riflessione. Rimane volutamente aperto e misterioso, ma ciò non da fastidio, perché lo scrittore si presta a fornire all'inizio un breve dizionarietto e poi il mistero della parola di Dio rimane intatto, ma con tutto l'amore che Lui dimostra. Cercavo il libro perché una signora me ne aveva frettolosamente parlato ad un incontro diocesano con un monito:"Ai figli non si devono ripetere le stesse cose, né ridire sempre la storia di famiglia, perché...ci hanno spiegato al corso di..." Ricordo infastidita quando mia madre ripeteva sempre cliché di famiglia sulle persone più o meno accettate e l'intolleranza che avevo per le sue frasi fatte. Ora capisco perché i cliché perpetuino i nostri ragionamenti stereotipati, ma trovo difficoltà anch'io a farne a meno. Nel libro non ho ritrovato nulla che parli di ciò esplicitamente; eppure della frase dell'Antico Testamento in cui si dice che le colpe dei figli ricadranno sui padri Haim riesce a far capire con ampiezza di veduta che il Padre, Abba, come lo chiamerà Gesù, smuove con la sua presenza tutte le acque del Nilo per farci aprire ad una novità di accoglimento, di amore, con i nostri figli, con gli altri, con la storia. Noi possiamo cancellare il passato ingombrante facendoci come Lui, lasciandoci andare alla fede e affrontando così la marea di iniquità che ostacolò e ostacola il trapasso del mar Rosso, ovvero lo slancio sicuro verso una nuova vita. Un libro quindi scritto da un'anima che ha aperto la porta all'amore con la sua scrittura, qui. Purtroppo non ho letto altre sue opere, né ascoltato le sue conferenze. Dobbiamo essere noi il cambiamento che vogliamo, diceva Ghandi, anche per quanto riguarda questo testo necessitiamo di andare oltre quel suo sguardo della foto di copertina. Una volta vi fu, nella mia casa, un'accesa discussione se in un comandamento ci fosse la frase tipo: "non desiderare la roba d'altri, non desiderarne la sposa, nè la casa..." Proprio sulla casa ci impuntammo e mi volli soffermare, perché la storia ci insegna che spesso le guerre si fanno per invidia delle cose, delle donne e delle case degli altri. Sembra davvero impossibile che la parole di Dio siano così puntuali? Basti pensare a quanto la psicologia moderna ha avuto da dirci, e ce l'ha ancora, da sfogliare, da analizzare, da rincuorare sul significato di quell'Io sono. Cosa significa "io sono il Signore Dio tuo", oppure la parola Signore? Io, me, sé, pronomi all'apparenza semplici che nascondono, nelle loro pieghe, piaghe di carne, di spirito. Nel libro troverete tanto silenzio, Dio sembra non possa parlare che attraverso il silenzio, di un'anima, del non-detto, della sospensione, di una parola tirata indietro perché troppo forte. Troverete il silenzio perché la parola è anche come un'accetta, come un fuoco che brucia, divora e sana. Più silenzio, più deserto che parola, sembra dirci, e ogni tanto un pezzetto di roccia su cui aggrappare il cammello per non farsi tirar via dalla tempesta di sabbia. Qualcosa di questo e molto, molto altro che aggiungerete voi, troverete, lui ha un tocco delicato.

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sig Fabrizio Sebastiani il 13 dicembre 2012 alle 23:10 ha scritto:

Che dire... è veramente un classico della letterature spirituale. Mostra davvero un percorso di incontro con Cristo tipico degli animi inquieti "in ricerca della verità". La straordinaria perenne attualità di questo scritto ne fa un capolavoro senza tempo. E' notevole lo spirito critico di S. Agostino e la sua acuta intelligenza già prima della conversione. Ad esempio quando racconta della esperienza del culto degli dei Mani che gli appariva in un primo momento come interessante alle sue inquetudini. Ma poi alla fine, deluso da un capo carismatico da cui avrebbe dovuto avere le sue risposte, si rimette in ricerca....
S. Agostino approfondisce con acume psicologico tutta la sua vicenda personale: il rapporto con la madre, l'incontro con S. Ambrogio, i viaggi, i peccati.... tutte cose nelle quali l'uomo di oggi può agevolemente rispecchiarsi. Il libro e la narrazione non è per nulla noiosa.
A mio personale avviso il libro è più adatto a chi ha da poco scoperto la propria fede in quanto ne può ricevere una conferma convincente e capire meglio certi passatti. Temo che per chi ancora non abbia avuto la grazia dell'incontro decisivo con Cristo, possa risultare poco rilevante o alcuni passaggi oscuri e noiosi.

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sig Fabrizio Sebastiani il 13 dicembre 2012 alle 22:57 ha scritto:

Il libro è davvero scritto con la semplcità tipica delle parole dei Santi. Commovente la storia di questo Cardinale e della esperienza fruttuosa e di genuina e vitale testimonianza della fede: nel carcere mostrava elle guardie l'amore di Cristo e per Cristo celebrando la messa a memoria e usando molliche di pane come eucarestia. Il libro si legge davvero in un paio di giorni. L'ho poi prestato a una amica la quale ne ha avuto una simile e positiva impressione.
Il libro è anche una prova della vittoria dell'amore di Cristo sulle utopie terrene e ideologie di ogni colore.


gino bernardi il 13 dicembre 2012 alle 20:18 ha scritto:

ottimo


gino bernardi il 13 dicembre 2012 alle 20:18 ha scritto:

ottimo

All'ombra di un santo - Norrington Ruth
Libro

prof. pompeo giuseppe gangale il 13 dicembre 2012 alle 16:50 ha scritto:

Per un lettore che non conosce Thomas More l’importanza di questo studio, la cui traduzione italiana è stata curata da Giuseppe Gangale, può essere anche poco determinante, al contrario per chi lo studia e lo ama rappresenta una sorta di scatola nera che disvela aspetti impensati e non facilmente raggiungibili attraverso la ricerca storiografica.
Si tratta di una ricostruzione innanzitutto genealogica e poi biogra¬fica della seconda moglie di sir Thomas More, molto minuziosa, fatta da una studiosa legata ai discendenti dei coniugi in questione.
Lo scritto può essere collocato all’in¬terno di un’idea di santità laica difficilmente riscontrabile nel panorama letterario religioso nazionale ed internazionale. Questa idea si fonda su una considerazione del concetto di santità che non è avulsa dalla tradizione ecclesiale, ma che ha avuto grazie al Concilio Ecumenico Vaticano II la sua massima espressione.
Il santo non è colui che fa esperienza di Dio nel confitto o nel su¬peramento delle realtà terrestri, bensì nell’accoglienza e nella piena ac¬cettazione e condivisione del mondo. In questo contesto i santi sposati acquistano un valore del tutto eccezionale perché la famiglia è il primo spazio mondano che hanno saputo accogliere. Di conseguenza coniugi e figli anziché essere considerati degli ostacoli alla santità diventano un aiuto e la ragione stessa della sua ricerca di Dio.
In fondo Ruth Norrington nel suo libro arriva a queste stesse conclusioni. Lady Alice, sebbene immeritatamente sia stata dipinta da quelli che la conobbero e dagli storici successivi come una donna incapace di mostrarsi all’altezza del marito a causa della sua poca cultura e del suo senso fortemente pratico, ha consentito al marito di diventare santo.

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Al Da il 13 dicembre 2012 alle 15:33 ha scritto:

Ho tra le mani il primo volume dell'imponente opera Valtortiana. Già le prime pagine emanano una luce ed una atmosfera difficilmente descrivibili. Ritengo, come ovvio, che sia presto per esprimere un giudizio complessivo riguardo all'opera, mi limito solo a testimoniare enormi e svariati apprezzamenti al riguardo da parte di persone che ne hanno gustato ogni singola pagina. A Dio piacendo, tornerò in questa sede dopo aver completato la lettura dell'intero Poema. Assegno 5 stellette solo per l'eccellente fama che accompagna l'Opera.

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loredana68 il 13 dicembre 2012 alle 04:16 ha scritto:

Mi rivolgo alla gente che pensa che Padre Michele sia un egocentrico che si sbaglia. Lui insegna a pregare e prega con noi per far arrivare a Gesù le nostre richieste. Signori io sono una testimone di un miracolo compiuto da Gesù e la Madonna mio figlio ha avuto un grave incidente era in fin di vita, per dirla breve portai la foto di mio figlio a Padre Michele e lui con occhi lucidi disse che pregava tanto per lui. Mio figlio giorno per giorno e rapidamente ha ripreso la sua guarigione cosa che era impossibile per come aveva lesioni varie celebrali schiacciamento totale dei polmoni ed altro. Signori alleluia Gesù ha salvato mio figlio con le nostre preghiere e ringrazio sempre Gesù la Madonna che non ci abbandona mai . e Grazie anche a Padre Michele che ci aiuta a pregare nel modo più giusto

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Al Da il 12 dicembre 2012 alle 23:14 ha scritto:

Difficile non prendere sul serio le presunte rivelazioni del dannato Garandieu. Quanto riportato nel libretto è inquietante ma anche e soprattutto prezioso. Una testimonianza di questo genere lascia a bocca aperta e genera tutta una serie di domande su se stessi. Inoltre è un buonissimo e necessario incoraggiamento alla preghiera per i sacerdoti che, troppo spesso, sono criticati per ogni minimo errore. I moniti che Garandieu rivolge all'esorcista sono quanto mai attuali. Satana è all'opera notte e giorno, non conosce posa il suo impegno a favore della perdizione eterna delle anime, in particolare di quelle più vicine a Dio e che Egli ha chiamato a responsabilità particolari ed onerose. Certo sottolineo una piccola incongruenza col Magistero della Chiesa: il CCC insegna che nessun dannato manifesti il benchè minimo segno di pentimento, contrariamente a quanto sembrerebbe fare Garandieu. Tuttavia le realtà preternaturali ci sono ancora precluse e quindi si tratterebbe di pura ed inutile speculazione riflettere al loro riguardo. Tornando al volume, non certo un capolavoro di letteratura, neppure tanto, ad essere sinceri, attento alla sintassi, lasciando perdere queste osservazioni, per certi versi assurde, ne consiglio vivamente la lettura per l'utilità pratica e in ambito spirituale.

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Al Da il 12 dicembre 2012 alle 22:57 ha scritto:

Un piccolo vademecum cristiano che compendia le verità fondamentali intorno alla fine dei tempi. Intanto è buonissima cosa che finalmente un autore si sia preso la briga di chiarire, non tanto l'etimologia del termine Apocalisse, bensì il significato teologico. La parola greca Apocalisse, come tutti sanno, significa "Rivelazione", ma quanti, anche fra i cristiani, sanno che i cosiddetti tempi apocalittici sono iniziati ben 2000 anni orsono? E' il Verbo di Dio fatto Uomo e mandato dal Padre che rivela al mondo il Signore della storia. E nella gelida grotta di Betlemme che Dio si scopre, si rivela. E' in quella Santa notte che il Cielo si squarcia e il Re dell'Universo abbandona il trono celeste per visitare e redimere il suo popolo. Quello che invece è il contenuto dell'ultimo libro della Bibbia costituisce l'ultimo atto, per così dire "ufficiale", della Rivelazione divina. Il libretto pregevolissimo, oltre che chiaro ed esatto, contribuisce a fornire una panoramica completa dei temi apocalittici più rilevanti, utilissimo per orientarsi ed accostarsi all'impegnativa lettura del libro biblico ma anche per maturare una maggiore consapevolezza intorno ad un tema da sempre oggetto di mistificazioni e speculazioni dannose ed inopportune. Una lettura consigliata specialmente ai catechisti, spesso in difficoltà nel rispondere a domande in proposito.


Giulia Barbieri il 12 dicembre 2012 alle 19:02 ha scritto:

Una lettura consigliata assolutamente a tutti coloro che vogliono conoscere meglio la Misericordia e l'Amore di Gesù. Capace di commuovere davvero nel profondo, Santa Faustina ci trasmette benissimo il significato della sua missione e racconta tutte le sue esperienze mistiche attraverso il suo diario. Una volta iniziato è difficile fermarsi!

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Studente pasquale di corato il 12 dicembre 2012 alle 18:23 ha scritto:

UN MANUALE PER CONOSCERE LA MASSONERIA

di Cristina Siccardi

«Purtroppo molti cristiani (tra cui vari uomini di Chiesa)», scrive padre Paolo Maria Siano F.I. nel suo dotto e chiarificatore libro, Un manuale per conoscere la Massoneria (Casa Mariana Editrice, pp. 630, € 20.00) «sono convinti che: la Massoneria fa solo (o soprattutto) opere di beneficienza sociale e culturale, materiale e spirituale; la Massoneria non ha nulla a che fare con magia, satanismo e affari loschi; la Massoneria è necessaria al bene della società, dell’umanità e persino della Chiesa Cattolica… si può essere pertanto buoni cristiani/cattolici e buoni massoni…» (p.7) e proprio a queste falsità l’autore risponde, sfatando miti senza fondamento.

Il saggio è diviso in tre sezioni: la Massoneria nel suo “essere” (“filosofia”, ritualità, simbolismo, esoterismo); la Massoneria e Lucifero (“simpatie” massoniche (razionalistiche ed esoteriche) verso Lucifero-Satana); la Massoneria nella società.

La Massoneria è un sistema diabolico per esaltare l’uomo e la sua ragione, dove i riti esoterici uniscono, in una nera spiritualità, le persone fra di loro. Con il termine esoterismo («interiore»), ci si riferisce all’ermetismo, all’alchimia, alla cabala ebraica… e la magia prende un posto di primo piano. Lo studio attento dei riti e dei principi massonici dimostra la lampante incompatibilità di questi con quelli della Chiesa, un’ostilità che si evidenzia in tre punti: l’umanesimo, la ritualità e l’esoterismo. Il primo, che ha le sue fondamenta sia nell’umanesimo rinascimentale, sia nel razionalismo illuminista, consiste nel soggettivismo e nel relativismo dogmatico, verificandosi così una privazione di sottomissione sia ai dogmi che alla gerarchia ecclesiastica; perciò «il cattolico orgoglioso d’esser massone va lo stesso a ricevere la Santa Comunione e desidera rimanere massone attivo e partecipe ai riti di Loggia» (p. 9).

La Massoneria ha compiuto una vera e propria guerra contro la Chiesa Cattolica per sottrarle sia il potere temporale, sia la sua influenza nella cultura, nella mentalità, nei costumi e nelle legislazioni delle nazioni. Il volume è un utile sussidio per tutti coloro che desiderano comprendere seriamente il fenomeno massonico e quanto esso abbia inciso nel pensiero e nel modus vivendi del mondo occidentale, dove sono state recise le norme di Cristo. Qui viene tracciata questa perversa storia, la sua filosofia, la sua dottrina, il metodo con i suoi giuramenti e le sue punizioni, i rapporti che la Massoneria ha cercato e cerca con la religione. Inoltre sono ricordati alcuni nomi celebri dell’antimassonismo cattolico, quello che ha denunciato il satanismo massonico, e vengono esaminate con cura le differenze fra massoneria inglese, francese, italiana, tedesca e statunitense, giungendo alla conclusione che esiste una linea di collegamento fra tutte: la ricerca dell’illuminazione, alla quale ci si avvicina sempre più se ci si innalza di grado nell’iniziazione, al cui apice sta il Gran Maestro.

Padre Siano compie anche una sorta di mappa italiana passata e contemporanea di personalità, luoghi e fatti legati alla Massoneria. Questo manuale diventa così un utilissimo vademecum della peste massonica moderna che dal 1717, anno della sua fondazione a Londra, ha raggiunto tutti gli angoli della terra, diffondendo il suo funesto e rovinoso pensiero: un vero e proprio “anticristo” che aggrega, con un patto, i suoi membri, appartenenti alle diverse professioni e ai diversi credi religiosi. Il vincolo massonico (giuramento, solidarietà, fratellanza universale) coalizza, sia visibilmente che invisibilmente, i membri fra di loro, ma anche tutte le logge e le massonerie di rito diverso. Vittime principali sono proprio Cristo, Verità assoluta, e Santa Romana Chiesa, custode di quell’unica Verità di salvezza.

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Al Da il 12 dicembre 2012 alle 02:25 ha scritto:

Padre Livio tratteggia in questo volume il percorso che ogni buon cristiano dovrebbe intraprendere. E' il desiderio di Dio che muove ogni cosa, che supera ogni ostacolo. Il cammino spirituale è la strada da imboccare per giungere al Creatore. La via prospettata è tuttavia impervia e aspra. Perchè si possa percorrere in toto la strada senza ripiegare su scorciatoie o peggio desistere del tutto, è necessario avere ben chiara la meta. Averla ben chiara non nel senso di immaginarla ma di sperimentarla, assaporarla, intravederla già in itinere. E' Cristo la meta che ci attende a braccia spalancate. Ma l'attesa il Signore la trascorre al nostro fianco senza abbandonarci neppure un istante. Il desiderio di Dio si alimenta e si coltiva non nell'immaginazione ma nella realtà quotidiana. Più specificatamente nella preghiera. E' in quel meraviglioso frangente che ognuno di noi è con Dio, è, come affermava l'abate Alonio "con Dio solo al mondo". Desiderare Dio significa cercarlo, volerlo, sentire di aver immensamente bisogno di Lui. Dio non va cercato lontano, Egli è dentro di noi. L'onnipotente Creatore dell'Universo vuole abitare il nostro piccolo scomodo cuore. Il tre volte Santo immenso Signore di ogni cosa, davanti al quale tremano gli angeli, ci desidera. Il Padrone del mondo vuole noi e solo noi. Non gli angeli ha scelto perchè diventassero suoi figli adottivi ma noi, piccoli deboli uomini. L'Altissimo ha lasciato il suo trono nel Cielo "per scendere negli inferi della condizione umana", come afferma con uno slancio di sapienza il Santo Padre Benedetto XVI. Prima che noi desiderassimo Lui, Lui ha desiderato noi. Che gioia inesprimibile essere figli di Dio, coeredi di Cristo. Se solo penso che mentre Gesù veniva inchiodato alla croce o flagellato alla colonna non piangeva per il dolore ma piangeva per me, piangeva per ciascuno di noi, mentre i chiodi gli trapassavano i polsi il suo pensiero era rivolto a ciascuno di noi. Grazie mio Signore, nessuno mi ama come mi ami Tu, nessuno è come Te!!! Padre Livio ci regala ancora una riflessione densa di fede, speranza e amore. Da leggere per camminare insieme all'Autore sulla strada del Paradiso.

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