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La voce dei clienti - Libri

Tutti i commenti per «Libri» (da 24601 a 24615 di 27345)


Umberto Masperi il 14 agosto 2011 alle 08:34 ha scritto:

PREMESSA:

Il riferimento, partendo dalla segnalazione di questo testo, sarà all'opera omnia (“Tutte le opere. Testo greco a fronte (rilegato)
di Dionigi Areopagita - Bompiani – 2009) stranamente assente dall’elenco ufficiale della libreria.


Cercare di esprimere un commento per un’opera di così grande rilievo ed importanza storica (per il pensiero filosofico e teologico occidentale) fa emergere il proprio senso di ‘piccolezza’. Ma la riflessione può anche,semplicemente,essere una considerazione (’personale’-soggettiva) su quello che si prova dopo quella paziente lettura che, finalmente, ci consente di andare oltre gli schematismi della manualistica. Una lettura , in casu, rimandata per anni ed affrontata quando si desidera valorizzare del tempo libero di cui si può disporre in una certo momento della propria vita. La “perla” ( lo può dire anche un laico !) rimane per anni nel proprio scaffale ( prima edizione Rusconi, anni 80) poi …la si prende tra le mani, ci si lascia illuminare dalla sua luce.
Occorre, è vero,una preparazione di base, ed un interesse di fondo, proiettati verso il proprio arricchimento spirituale, grati a chi ha lavorato per anni nella traduzione,o ha curato intelligentemente l’introduzione, ha aggiunto le sintesi di inizio di ogni capitolo dei quattro trattati , ed una ancor più intelligente collocazione delle note a più di pagina ( e non a fine capitoli come talora - scelta “fastidiosa”,non intelligente - si trova in molti libri). H.I. Marrou ( lo storico del secolo scorso) diceva che per comprendere il passato ( si riferiva al Medioevo) occorre “ farsi un’anima nuova”. Questa affermazione … la si potrebbe invertire : una grande opera del passato ( dell’antichità classica, quasi prodromo del M.E.) può … far sorgere in te un’anima nuova.
*** I primi due trattati (“la gerarchia celeste”, “la gerarchia ecclesiastica”) hanno fatto risentire l’eco di alcuni stupendi testi della prima patristica, con quella ricchezza ,a livello teologico-liturgico, che stimola a vivere ancor meglio l’ “attuale” simbolismo in parte tuttora presente nella vita cristiana (dalla liturgia all’ arte sacra; dal pensiero teologico ad un certo lirismo poetico di pensatori cristiani, l’Alighieri in primis).
*** La “teologia mistica” ( quarto trattato in questa edizione), è un gioiello di sintesi del discorso molto articolato del trattato centrale ( I nomi divini) che hanno reso celebre Dionigi esercitando sui grandi di ogni epoca,quell’influenza cui si accennava all’inizio : problematica di cui non si potrà fare a meno per dare vita e per alimentare … l’”anima nuova”.
Necessità,in chi scrive, per uscire,nuovamente, dall’appiattimento del non- senso di tanta cultura del nostro tempo ( che pure si è sempre impegnato a studiare ed approfondire:… nihil alienum … ).


Umberto Masperi il 12 agosto 2011 alle 22:39 ha scritto:

Secondo commento, quale ... 'post scriptum'.
Il punto debole della prospettiva teilhardiana è, a parere di chi scrive,il problema del MALE. Lo si avverte nel corso della lettura, specialmente nella parte finale ( cap.4,§ 3: La Terra Finale), ti urta e ,se sei abituato ad essere sensibile alla dimensione storica (il tempo: tuo e quello dell’autore che leggi), ti ‘impressiona ‘quando leggi alla fine (prima stesura): Pechino,giugno 1938,giugno 1940 , perché l’immaginazione subito prevale, sotto forma di una semplice domanda: “Ma cosa accadeva nella Cina di quegli anni ?“, ed era ALLORA che venivano scritte queste pagine! Poi trovi la “sorpresa” di … dieci anni dopo: “Appendice. Alcune osservazioni e l’importanza del male in un Mondo in Evoluzione”.Roma,28 ottobre 1948. L’appendice, infatti, conferma che il problema è (era )reale, e tale replica lascia ancor più insoddisfatti. VIENE da chiedersi: “ Gli antichi (i Greci), alba del pensiero filoofico, avevano capito che BENE e MALE sono inscindibili … possibile che il Nostro non abbia avvertito il problema che il culmine dell’evoluzione ( “ Riflessione”, “Noosfera”) comporta proprio la ‘necessità ‘del ‘darsi’ del Male?” Ed il male,però, guasta tutto (basta trattare il “fenomeno”male, in unum col “fenomeno umano”, e sarà chiaro). Non solo, la riflessione teilhardiana sulla religione, sul cristianesimo nello specifico, non è a senso unico? Cristo, il DIO-UOMO, non è solo da vedersi come il punto di convergenza ( il Dio-omega), ma prima ancora come la risposta al problema: “ per vincere il male Dio è morto in croce “. E noi che continuiamo sulla linea dell’evoluzione, ci dibattiamo,ci scontriamo ogni giorno con questa realtà, da cui saremo sempre condizionati. Il livello della fede ci mette davanti alla ( ad una ) ‘resurrezione’ nel corso del processo di evoluzione.Teilhard scienziato non doveva prenderne atto?

Umberto Masperi il 12 agosto 2011 alle 15:39 ha scritto:

Il lettore, anche chi ha familiarità con i libri di ogni tempo e natura (argomento), è non poche volte vittima dalla sua debolezza umana: fa una scelta condizionato oltre che dal nome dell’autore, anche dal titolo. Da “Il fenomeno umano”, ci si aspetterebbe subito una trattazione del problema-uomo. Viene dedicato ,invece,a tale aspetto specifico un terzo delle quasi trecento pagine ; da qui è chiara la caratteristica di fondo: analisi ampie,articolate, intense del tema “evoluzione” a partire dalle origini della realtà che ci circonda (la materia, la previta). Tuttavia sul fenomeno-uomo , secondo l’ottica di un naturalista ,troviamo precisazioni ed osservazioni,degne di sottolineatura;forse il commento migliore ( delle parole del lettore, che rimane “responsabile “ della scelta) è ricordarne un paio.
* Dall’Avvertenza: “ Per essere correttamente inteso,il libro che qui presento non deve essere letto come un’opera di metafisica,ancora meno come una sorta di saggio teologico,ma unicamente ed esclusivamente come una memoria scientifica. La scelta del titolo lo indica. Solo il Fenomeno. Ma anche tutto il Fenomeno.”
** Dal Prologo:”Centro di prospettiva,l’Uomo è nel medesimo tempo centro di costruzione dell’Universo”.
^^^ A) Sappiamo tutti che la rivoluzione scientifica, copernicana, ha messo in crisi questo concetto della centralità a livello …‘fisico’; sarà merito del pensiero filosofico successivo, maturo, da Kant in poi, aver riscoperto un altro tipo di centralità ( non più solo… “ il cielo stellato sopra di noi”, ma “ la legge morale in noi “). CENTRALITA’ molto problematica che ,avendo le sue radici in quel grande dono di Dio, per un credente (la LIBERTA’), può esplodere in QUELLA terribile del male ( pensiamo alla tragedia del secondo conflitto mondiale ,secolo scorso; due sole parole: Auschwitz, Hiroshima).
^^^ B).Conosciamo tutti l’insistenza caratteristica di Teilhard: l’evoluzione ha una direzione … il Pensiero,la Noosfera , che ci orienta verso il punto Omega. Ciò non deve,però, farci dimenticare che il pensatore francese del secolo scorso cammina (sa camminare) coi piedi per terra: e quanti ,ai suoi tempi ed ancora oggi, se lo dimenticano?
^^^ Risuona una domanda così semplice.
*** ”L’Uomo non poteva certo accorgersi dell’Evoluzione attorno a sé senza sentirsi da questa in qualche misura coinvolto”. (p.204).
Tante sono le suggestioni che ci potrebbero stimolare; dovendo concludere ( a causa dello spazio consentito ) non lascio cadere un aspetto sul tema del cambiamento ( da quei fenomeni che hanno richiesto milioni di anni, poi centinaia di migliaia, quindi decine …infine alcuni millenni– le civiltà storiche –,ai più conosciuti dai libri di storia di ‘solo’ qualche secolo ) :
**** “ In questo momento, stiamo passando attraverso un cambiamento di Età. … (nds: cioè…Industria,Petrolio,elettricità,Atomo, ecc. ecc)… L’avvenire deciderà quale nome sia il più adatto per definire l’era in cui stiamo entrando. Poco importa il termine. Ciò che conta,invece, è il fatto di poter dire a noi stessi che a prezzo di ciò che sopportiamo, un passo ulteriore,un passo decisivo della Vita si sta compiendo in noi e attorno a noi.” (p.200).
^^^ “ Avvenire”… rispetto a Teilhard siamo " NOI" (mezzo secolo dopo), il ‘ termine’ non ci è sconosciuto ( informatica-virtuale), ma abbiamo maturato (anche se, contraddittoriamente, ce lo dimentichiamo il giorno dopo), che “evoluzione”, rispetto all’ affascinante tesi teilhardiana, è quello che abbiamo più volte dimostrato di fare, noi uomini: balzo in avanti, ed … altrettanto … possibile balzo all’ indietro. … Il discorso deve continuare, dopo aver chiuso il libro ( rimanendo sempre aperto il nostro ... libro della vita).


Dott. Manuel Sant il 12 agosto 2011 alle 17:27 ha scritto:

Il titolo potrebbe far pensare ad un testo superficiale o provocatorio invece si tratta di un opera di sicuro riferimento sulla liturgia com'è stata, com'è e come potrebbe essere. Testo piacevole e contenuti rigorosi ne fanno un lavoro consigliabile e prezioso. Davvero interessanti e importanti i riferimenti scritturistici ai vari momenti della messa.

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YOUCAT - AA. VV.
Libro
AA. VV. Città Nuova (giugno 2011, 256 p.)

Marco il 12 agosto 2011 alle 12:04 ha scritto:

Sul punto 420 è stato pubblicato il foglietto dell'errata corrige che viene inserito nel libro; quindi è stato corretto il termine erratamente tradotto con "anticoncezionali" con "regolazione della fecondità".
Ho letto il punto 382 ed il problema credo sia stato l'uso del termine eutanasia passiva.
Per un verso mi sembra corretto perché l'eutanasia passiva, nel senso in cui se ne parla nel punto, e che dice essere ammessa, non è altro che la cura del morente. Cioè non si tratta di omettere di curare il paziente (es. togliere alimentazione o idratazione) ma di non fare ciò che viene definito accanimento terapeutico.
Forse è stato infelice l'uso del termine eutanasia passiva, che in bioetica si intende una omissione di sostegno clinico che ha l'effetto di far morire il malato.
Si fa cenno alle cure paliative ed alle dichiarazioni anticipate di trattamento (DAT) la cui legge in Italia è tornata al Senato per l'approvazione definitiva, ma si dice chiaramente che non si può mai interrompere la cura del paziente.
Quindi, fatta eccezione per il termine eutanasia passiva che può essere ambiguo, non vedo errori di morale.

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Prof. Maria Chiara Valenziano il 11 agosto 2011 alle 17:55 ha scritto:

Un altro indispensabile sussidio catechistico e didattico per vivacizzare gli incontri con i nostri bambini che senz'altro non mancheranno di partecipare con gioia a questi momenti attraverso i quali impareranno divertendosi.


Prof. Maria Chiara Valenziano il 11 agosto 2011 alle 17:47 ha scritto:

Un testo divulgativo e allo stesso tempo puntuale e ricco di spunti ulteriori per potere meglio comprendere il valore della comunicazione a partire dall'ascolto, seppure silenzioso, ma partecipe dell'altro. La scoperta della persona umana nella sua globalità e la gioia del percorso che si compie per realizzarla sono le parti essenziali di tale testo.


Prof. Maria Chiara Valenziano il 11 agosto 2011 alle 17:44 ha scritto:

Gioire al più bel Dono che Dio ci ha fatto è il regalo più gradito che ciascuna creatura possa mai rivolgere al Signore!A partire dai Salmi e lungo la storia della Salvezza si snoda il nostro percorso che ci conduce all'incontro con Dio, proprio nella sua Lode. E' dunque importante per ogni genitore, educatore ed insegnante, laico o consacrato, guidare i bimbi, partecipando insieme a loro, verso il canto alla Vita!


Prof. Maria Chiara Valenziano il 11 agosto 2011 alle 17:41 ha scritto:

Indispensabile e utile sussidio didattico per accompagnare e lasciarsi guidare nelle lezioni di Religione Cattolica e negli incontri di Catechismo!Il valore dell'amicizia, della condivisione, dello stare insieme, ma soprattutto della scoperta del nostro migliore Amico:Gesù!Buon ascolto e buona evangelizzazione a tutti noi educatori!


Studente Guido Chiesa il 11 agosto 2011 alle 15:32 ha scritto:

Anche se a questo libretto non è stato concesso l'Imprimatur richiesto, penso che mettere in guardia contro l'inferno sia sempre molto utile. L'inferno dev'essere orribile, soprattutto perché è eterno.

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Studente Guido Chiesa il 11 agosto 2011 alle 15:30 ha scritto:

Mi fido ciecamente.
Padre Livio è un grande e sa quello che dice.

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germana piccolo il 10 agosto 2011 alle 17:15 ha scritto:

sintesi fatta molto bene soprattutto per chi è all'inizio e fa i primi passi in un approfondimento teologico.


GIUSEPPE VENNERI il 10 agosto 2011 alle 15:18 ha scritto:

Un testo che riempie l'anima e illumina la comprensione di un Testo sacro, l'Apocalisse, spesso ostico ai chi si avventura in una semplice lettura superficiale. Di grende aiuto per le meditazioni personali e anche per la Lectio.

Apocalisse - Ravasi Gianfranco
Libro
Ravasi Gianfranco Piemme (luglio 2004, 230 p.)

GIUSEPPE VENNERI il 10 agosto 2011 alle 15:14 ha scritto:

Come sempre Mons.Ravasi ci stupisce con la sua immensa cultura e spiritualità. Un testo che penetra l'Apocalissa e ci apre alla comprensione di un testo ricco di allegorie e di messaggi per la salvezza dell'Uomo e della Chiesa.


Bibiana il 10 agosto 2011 alle 10:47 ha scritto:

E' veramente un libro ineguagliabile, anch'io l'ho quasi imparato a memoria e spesso mi ritornano in mente le cose scritte in questo testo. E' una guida spirituale molto concreta, adatta a tutti. L'ho regalato a molte persone...ne sono entusiaste! Grazie, buona lettura!!!

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