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La voce dei clienti - E-book

Tutti i commenti per «E-book» (da 46 a 60 di 273)


Pietro Manca il 8 febbraio 2021 alle 16:04 ha scritto:

Il volume di Silvano M. Tomasi, scalabriniano vescovo, e Gabriele F. Bentoglio, scalabriniano sacerdote, dedicato a due “Pionieri nella solidarietà coi migranti” offre al lettore la possibilità di confrontarsi -grazie anche ad un accurato e preciso apparato documentario- con la storia dell’emigrazione italiana in America e con l’impegno costante e proficuo di due santi del Novecento: Francesca Saverio Cabrini e Giovanni Battista Scalabrini. Un impegno che oltrepassa il confine del tempo, perché l’azione di questi importanti personaggi della storia della Chiesa non si è esaurito non la loro esistenza, ma continua ancora attraverso l’opera della Congregazioni religiose da essi fondate. Il modo pionieristico di “lavorare rete” di questi due santi ci dimostra, e la storia ne è testimone, che -come scrivono gli autori- la loro fu una “strategia vincente (…) nel rispondere alle esigente religiose e sociali dei migranti” (p. 9). Strategia ancora oggi valida e replicabile; perché, come afferma papa Francesco, «Per preservare la casa comune e farla somigliare sempre più al progetto originale di Dio, dobbiamo impegnarci a garantire la cooperazione internazionale, la solidarietà globale e l’impegno locale, senza lasciare fuori nessuno».


Pietro Manca il 8 febbraio 2021 alle 16:02 ha scritto:

Con la pubblicazione, edita per i tipi di Franco Angeli, Roberto Sani indica un percorso per la comprensione dell’operato fattivo dei missionari e soprattutto di quello del veneto p. Pietro Colbacchini in Brasile, lavoro non certamente privo di critiche ma al tempo stesso bisognevole di ulteriori approfondimenti storiografici. Lo stesso autore, infatti, afferma: «Per cogliere e valutare appieno il significato e la portata dell’opera di animazione pastorale e promozione culturale e socilae condotta da padre Colbacchini e dai suoi confratelli nei riguardi delle popolazioni italiane emigrate in America è necessario, tuttavia, approfondire tale opera cn un approccio rigorosamente storiografico, evitando il rischio di interpretazioni anacronistiche e fuorvianti (…)» (p. 94). Leggere il passato, come insieme di eventi e persone che hanno vissuto quegli eventi, non è sempre semplice. Lo storico è ben conscio del proprio ruolo e della propria attività di ricerca, non sempre senza rischi. Ri-leggere il passato con gli strumenti del ricercatore di storia è, però, necessario, per offrire nuove ipotesi da vagliare e supplementi di indagine utili alla conoscenza di ciò che occorre per conoscere ed affrontare il futuro della storia umana. E' un testo, quello di R. Sani, che merita un'attenta lettura. Un libro che consiglio.


Dott. DONATELLA PEZZINO il 5 febbraio 2021 alle 14:37 ha scritto:

Non avevo mai letto nulla di questo teologo e ne sono rimasta conquistata. Mi hanno colpito il suo stile espositivo, limpido e diretto, e la trattazione dedicata all'agire morale, visto nel suo ruolo di tramite tra l'eterno e la nostra dimensione terrena.

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Dott. DONATELLA PEZZINO il 28 gennaio 2021 alle 22:37 ha scritto:

Enciclica che espone brevemente e con chiarezza le posizioni della Chiesa in merito alla regolazione delle nascite. Come molti scritti di Paolo VI, risulta ancora oggi di grande attualità, soprattutto per le sue riflessioni sui pericoli del materialismo nella gestione di alcuni particolari ambiti dell'esistenza umana.

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Dott. DONATELLA PEZZINO il 19 gennaio 2021 alle 17:44 ha scritto:

Edizione super economica ma molto valida. È una raccolta di riflessioni e aforismi incentrati sull'uomo e sul suo rapporto con Dio e con la natura. L'opera sorprende per la sua attualità e per la lucida disamina, spesso impietosa, della condizione umana, vista nella sua nudità e nei suoi limiti.


Mansueto Corrado il 28 dicembre 2020 alle 14:06 ha scritto:

Documento utilissimo, ricevuto in omaggio da Libreria del Santo. Anche il formato ebook è molto utile, poiché consultabile sui dispositivi elettronici. Il documento può essere utile sia agli sposi che ai formatori o catechisti


Franca Cometto il 15 dicembre 2020 alle 10:35 ha scritto:

Buon libro che mi ha insegnato che non devo fare sforzi soprannaturali per essere "buona" agli occhi del Signore ma, al contrario, che è necessario imparare a ricevere: innanzitutto, la grazia dello Spirito Santo e poi l'amore misericordioso del Padre. Essere buoni cristiani non significa assolvere compiti gravosi ma rispondere a questo amore infinito che Dio ha per ogni sua creatura.


Mario Cutuli il 12 novembre 2020 alle 16:08 ha scritto:

Per un elogio dell’interdipendenza
Indispensabili legami
Il sospetto, se non proprio la certezza, è che le nostre relazioni sociali siano profondamente cambiate. Che abbiano acquisito la pericolosa natura dell’“usa e getta”.
Eppure, «gli esseri umani hanno bisogno di prossimità relazionale, fonte delle più grandi e dei migliori ricordi dell’esistenza», concludono i francesi Christophe André, medico psichiatra e Rébecca Shankland, psicologa, in “Quei legami che ci fanno vivere”, Edizioni Corbaccio, in Italia tradotto da Maddalena Tagliani Fessard per la collana “I libri del benessere”.
Il tema dominante del libro è tutto racchiuso nel sottotitolo “Elogio dell’interdipendenza”, per sottolineare che «noi esseri uomini dipendiamo tutti gli uni dagli altri fin dalla nascita» e che «le relazioni con gli altri sono ciò che più di tutto contribuisce a dare un senso alla vita.»
C’è nelle parole di André e Shankland, sicuramente l’eco remoto tanto di Aristotele, convinto che l’uomo sia, per natura, un “animale politico”, quanto del francese Montesquieu che parla dell’“animale socievole” in noi, perché «oltre che socievoli siamo anche fragili; se siamo riusciti a sopravvivere e a prosperare come specie non è solo grazie alla forza fisica, ma perché abbiamo imparato a stabilire rapporti con gli altri».
Un passaggio importante quello di Montesquieu, non a caso ripreso dai due studiosi francesi, perché il “proprio dell’umano” è una non autosufficienza che accomuna tutti, una vera mancanza che caratterizza la nostra condizione, «non difettiva, bensì generativa e prospettica», completa Luca Alici, professore associato di Filosofia politica all’Università di Perugia.
Al di là dei singoli temi trattati da Christophe André e Rébecca Shankland, che esplorano compiutamente tutti gli ambiti dell’interdipendenza, quello che si apprezza nel testo è l’impegno di far comprendere che la scoperta della nostra costitutiva fragilità è per la nostra esistenza una “conquista” preziosa che altrimenti resterebbe priva della piena realizzazione di sé. Perciò André e Shankland scrivono che «essere consapevoli di tutte le forme di interdipendenza nella nostra vita quotidiana, osservarle, assecondarle, è un esercizio importante e semplice: un esercizio che ci consente di sentirci pienamente umani, di sentirci felici e sostenuti.» Ed altrettanto apprezzabile è la loro analisi delle remore psicologiche che pregiudicano l’interdipendenza con gli altri.
C’è chi la considera «un peso difficile da sopportare, tanto che alcuni scelgono di isolarsi sperando di ritrovare in questo modo uno spazio di libertà», come conferma il caso di non pochi genitori in difficoltà con i figli, che preferiscono non chiedere aiuto alla famiglia o agli amici per non dovere poi ricambiare. Come se il fatto di sentirsi legati al prossimo, fosse un debito nei suoi confronti, obbligati a soddisfare per primi i suoi bisogni, cedendo così ad un malinteso concetto di libertà individuale.
Isolarsi dagli altri per illudersi di ritagliarsi in questo modo uno spazio di libertà non ci aiuta nella nostra crescita, né ci permette l’acquisizione di un desiderato benessere, almeno sino a quando l’interdipendenza non assume un carattere per così dire patologico, espressione di una preoccupante mancanza di autonomia, rispetto ad una dipendenza «sana», che diventa invece sinonimo di un perfetto equilibrio tra autonomia e prossimità relazionale.
Leggere le pagine del testo sollecita certamente la riflessione sul valore e sulla natura dell’individualismo, assai spesso erroneamente inteso come sinonimo di egoismo, quando invece esso comporta anche l'idea di  autodeterminazione, grazie alla quale ogni persona può scegliere la direzione che vuole imboccare, indipendentemente dalle scelte degli altri, e in particolare dei suoi cari.
E’ vero, come leggiamo nel testo, che «l'individualismo accorda più spazio alla scelta personale, all'espressione dei desideri e alla considerazione dei propri bisogni», che esso può evocare «un maggiore egocentrismo, e quindi egoismo», ma «essere individualisti, scrivono i due studiosi francesi, non significa ignorare gli altri o isolarsi, ma tenere maggiormente conto dei propri bisogni personali nelle scelte effettuate». Pertanto, perché le relazioni sociali siano ottimali e autenticamente costruttive è indispensabile un buon equilibrio tra il rispetto dei propri bisogni e il rispetto di quelli degli altri, senza così sacrificare l’individuale al collettivo o il collettivo all’individuale, perché se legare con gli altri permette di consolidare il legame di fiducia, attribuire un'importanza eccessiva agli scopi collettivi, a scapito delle proprie esigenze, «può anche causare una stanchezza profonda».
Lo stile agile, volutamente divulgativo, tutt’altro che accademico, di temi così importanti, e la traduzione italiana chiarissima e scorrevole facilitano la lettura di un testo tanto utile nella comprensione di noi stessi e nel rapporto con i nostri simili.


Dott. DONATELLA PEZZINO il 26 ottobre 2020 alle 14:44 ha scritto:

Testo fondamentale per una più consapevole partecipazione alla vita della Chiesa. Avevo in più occasioni sentito parlare del Concilio Vaticano II come di una svolta epocale dalla quale si sono via via sviluppati tanti importanti cambiamenti e questo ebook mi ha offerto finalmente l'occasione per approfondire. Grazie

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Dott. DONATELLA PEZZINO il 20 ottobre 2020 alle 17:29 ha scritto:

Leggere Papa Francesco è sempre una gioia. Questo scritto, in particolare, riflette sulla missione evangelizzatrice della Chiesa nel mondo di oggi alla quale tutti noi siamo chiamati a partecipare, imitando l'esempio di Cristo e dei primi discepoli. Oggi come allora, vivere e condividere il Vangelo significa diffondere ovunque lo Spirito Santo, luce e speranza per tutta l'umanità.

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Francesca Poidomani il 14 ottobre 2020 alle 18:48 ha scritto:

un documento valido per chi ha ragazzi adolescenti o si trova in difficoltà educative


Paola Fornasari il 23 settembre 2020 alle 16:48 ha scritto:

Un bellissimo testo sulla Cresima che ho acquistato in vista della Cresima di mia figlia: l'autore, Anselm Gruen, è una garanzia. Sono rimasta molto soddisfatta e lo rileggerò con piacere per i contenuti di valore.

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Lara Munari il 10 settembre 2020 alle 23:20 ha scritto:

Strumento alquanto valido per un costante aggiornamento che tenga conto della realtà odierna in cui la Chiesa e i cristiani camminano. Gli articoli sono brevi ed entrano subito nel nocciolo della questione trattata, cosa che ne facilita la lettura; l'introduzione che li apre, poche righe a carattere più grande e di colore evidenziato, riassume in modo preciso l'argomento presentato dal rispettivo autore. Inoltre ogni paragrafo è fornito di uno o più piccoli box laterali nei quali una frase chiave aiuta a focalizzare il contenuto, favorendo la concentrazione del lettore che non perde così il filo del discorso. Gli argomenti trattati sono attuali e aiutano ad approfondire la conoscenza della nostra complessa società, conoscenza che è fondamentale per capire come portare l'annuncio del Vangelo in modo efficace. Il linguaggio è semplice e lo stile molto scorrevole, nonostante il carattere talvolta impegnativo dei temi trattati. Sono molto contenta di aver fatto l'abbonamento.


Padre Roberto Raschetti il 6 settembre 2020 alle 15:54 ha scritto:

Ottimo libro. L'ho seguito per impostare un corso di esercizi spirituali a consacrate. E' andato molto bene ed è piaciuto tanto. Grazie. Dio vi benedica. Padre Roberto.

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Dott. DONATELLA PEZZINO il 2 settembre 2020 alle 14:24 ha scritto:

Stupenda riflessione sulla figura di San Giuseppe, sul suo ruolo di custode della Sacra Famiglia e di difensore della nostra Chiesa. Nel padre putativo di Gesù si incontrano vita attiva e vita contemplativa; le sue virtù evangeliche e la sua perfetta obbedienza a Dio sono di esempio ai cristiani di ogni tempo. Molto bello il passo in cui Giovanni Paolo II evidenzia la partecipazione di San Giuseppe al mistero della Redenzione attraverso il lavoro.

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