La voce dei clienti
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Giuseppe Davide Mirabella il 20 luglio 2017 alle 09:23 ha scritto: Più che un libro, un manuale di Storia francescana, dagli esordi della conversione di Francesco d'Assisi fino agli inizi dell'Età moderna. Utilizzato da "coraggiosi" professori di università laiche per parti monografiche di Storia medievale che approfondiscono il movimento francescano e il suo iniziatore. L'autore è uno storico del cristianesimo apprezzato e competente nonché attuale presidente della Società internazionale di Studi francescani. Un testo per chi vuole avere una solida preparazione sulla storia del francescanesimo; utilissima la cronologia dagli anni 1200 agli anni 1500 circa in appendice. Leggi tutti i commenti (2) |
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Giuseppe Davide Mirabella il 19 luglio 2017 alle 14:34 ha scritto: Che dire... Non è il Corano dei francescani il libro delle Fonti Francescane come a suo tempo Martin Lutero affermò...! Le FF come le conosciamo oggi sono una "invenzione" recente (1977), sono comodissime, c'è tutto lo "scibile" su Francesco, Chiara, e i tre Ordini dei primi tempi. Indispensabile, affiancata alla più importante Bibbia. Le Fonti sono un plus valore. Leggi tutti i commenti (12) |
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Giuseppe Davide Mirabella il 19 luglio 2017 alle 14:28 ha scritto: Lo studioso F. Accrocca rintraccia i degni frutti di conversione dell'Assisiate proprio nell'incontro con il lebbroso, che dall'amarezza lo porta alla dolcezza e la primitiva attività di assistenza dei lebbrosi da parte dei frati. Poi la Regola e le Bioagiografie "ufficiali" sfumeranno o dimenticheranno questo aspetto. Leggi tutti i commenti (2) |
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Giuseppe Davide Mirabella il 19 luglio 2017 alle 14:25 ha scritto: Felice Accrocca racconta deliziosamente la storia di questo Fioretto con i pochi elementi che ci sono. Francesco affratella il lupo con la popolazione di Gubbio veramente? Era un lupo, o un brigante? Quali le dinamiche? Francesco chiama a se il lupo dicendo "fratello Lupo" e lo rende mansueto. Ma il vero messaggio profondo è che in ognuno di noi c'è un lupo famelico ed aggressivo: bisogna "sminare" i cuori, le guerre e le differenze tra Nord e Sud del Mondo! Leggi tutti i commenti (2) |
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Giuseppe Davide Mirabella il 19 luglio 2017 alle 13:56 ha scritto: Dalarun, il noto francescanista francese, propone al grande pubblico una "seconda" Vita (non 'Vita Seconda) del Celano, che stende un sunto della Vita beati Francisci ma con piccole novità ed episodi della biografia di san Francesco che gli erano sfuggite. Il ritrovamento del manoscritto, conservato alla Biblioteca Nazionale di Parigi, è quanto meno rocambolesco: un collega del Dalarun del Vermont negli Stati Uniti contatta lo studioso francese e lo avverte che su un sito di aste c'era una vita sconosciuta di san Francesco, almeno pareva; dopo verifiche era proprio così: da quel momento lo studio è proseguito soprattutto sulla rivista di cultura francescana "Frate Francesco". Leggi tutti i commenti (3) |
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Giuseppe Davide Mirabella il 19 luglio 2017 alle 13:49 ha scritto: L'autore, frate minore, in questo piccolo ma denso libro presenta alcune linee guida per leggere le Fonti Francescane in maniera meno sprovveduta. Il sottotitolo “Indicazioni di metodo” è programmatico: dopo aver chiarito cosa è la teologia spirituale, l'autore porta il lettore ai vari metodi di approccio alle FF. A me personalmente mi ha interessato l'analisi di tipo strutturalista, dove non ci sono buoni e cattivi ma ci sono le “funzioni attanziali”, tutti i personaggi (in questo caso del Dialogo della vera letizia) hanno un ruolo su cui si sospende il giudizio, ma si da peso alle funzioni proprie del singolo personaggio, su ciò che fa e che dice, ricordando vagamente la filosofia analitica del linguaggio ordinario. Forse però è la lettura meno teologica e più letteraria. Questo metodo, poi, non è il migliore e nemmeno il più consigliato dall'autore. Raccomando il testo a chiunque legga con assiduità le FF. Leggi tutti i commenti (5) |
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Giuseppe Davide Mirabella il 19 luglio 2017 alle 13:44 ha scritto:
E' necessaria una piccola premessa a questo commento: R. Manselli, il grande studioso di cose francescane, ha sempre affermato, al contrario di Stanislao da Campagnola, che Francesco non fu “un grande dimenticato”. Anche prima della fondamentale opera del Sabatier, pastore protestante francese, ci fu interesse per la figura del Poverello d'Assisi: basti pensare ai fondamentali studi di Görres e Ozanam, ma anche di monsignor Faloci Pulignani. |
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lisa pasquinucci il 19 luglio 2017 alle 12:15 ha scritto:
Questo libro di padre Matteo è molto completo ed approfondito. Sembra un trattato scientifico sul ministero di liberazione e di guarigione. Lo consiglio a tutti, soprattutto a chi segue un cammino carismatico. |
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Egidio Casto il 19 luglio 2017 alle 11:19 ha scritto: E' stato uno dei miei migliori acquisti in libri. Leggi tutti i commenti (4) |
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Giuseppe Davide Mirabella il 19 luglio 2017 alle 08:25 ha scritto: L'autore, francescano ed esegeta, guida il lettore attraverso un percorso di lettura che prende a riferimento due pietre miliari degli “scritti” sanfrancescani, ovvero il capitolo ventitreesimo della Regola non bollata e la seconda recensione della Lettera ai fedeli. E' manifestamente espressa dal p. Matura l'intenzione di un libro che non scontenti gli specialisti ma neanche il grande pubblico di appassionati di studi francescani. Questo libro si trova in molte bibliografie di autori che studiano il linguaggio di san Francesco d'Assisi o che comunque studiano il più ampio fenomeno del francescanesimo. Il miglior modo per conoscere l'Assisiate è conoscerne gli scritti - è un criterio che è diventato quasi canone. L'autore non è un freddo ermeneuta o un asettico filosofo del linguaggio: tutto si condensa in Dio e nel prossimo che il Santo di Assisi ha tanto amato e ha fatto amare, quel “Dio, sopra ogni cosa desiderabile, e l'uomo da amare come un fratello”. Leggi tutti i commenti (2) |