Citazione spirituale

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Dio è cattolico? - Cammilleri Rino
Libro

aldo, a.paliaga@tiscali.it il 19 novembre 2009 alle 14:19 ha scritto:

Un Dio cattolico?
E' una domanda che, a mio avviso, non coglie il problema di Dio. Dio è indefinibile e non catalogabile; tuttavia si possono fare al riguardo di Dio delle supposizioni.
Non credo che si possa parlare diun Dio cattolico, presunzione della nostra Chiesa, ma che il cosiddetto Dio cattolico sia, come un novello Totem, il riferimento centale di una comunià autoritaria dominante. Credo che la stessa Trinità legata a questo Dio sia il prodotto di un bricolage teologico.
Perso che credere in Dio è credere che la verità non è in superficie, non è definibile e catalgabile in formule. Credo che si può negare un certo Dio senza essere atei, credo che il dubbio ha la stessa profondità della preghiera.
L'ateo è chi non ama, non chi non crede.
Che ne dice l'autore? Sono un eretico? E' così gentile da rispondermi? Molti saluti. Aldo

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fabio fiorelli, fiorellifabio@virgilio.it il 18 novembre 2009 alle 11:09 ha scritto:

Il libro propone un'ottica interdisciplinare di psicologia e sociologia, integra la teoria di Erikson con la fase prenatale e propone l'intuizione di una continuità fra la formazione dell'identità nell'adolescente (identità psicosociale) ed un più esteso processo di formazione identitaria a livello di umanità in generale (che oggi viene definita identità planetaria)". Il libro tratta di come crescere e come crescere i bambini di psicologia del turismo e della formazione di psicoanalisi di cinema e teatro delle torri gemelle e degli astronauti e di altro con un linguaggio ad un tempo specialistico e divulgativo. Il libro permette infine l'analisi dei sempre più complessi fenomeni con i quali gli individui, le realtà sociali e l'umanità in generale si stanno confrontando in questo inquieto inizio di ventunesimo secolo.


fulvio il 17 novembre 2009 alle 18:38 ha scritto:

Il libro di Norbert Vogel è un buon libro, tra l'altro scritto bene. Il problema è che inciampa in un "falso storico". La malapsicologia, reiki, pnl, enneagramma, coaching e via dicendo, non deriva semplicemente dal matrimonio della psicologia americana con il marketing, ma è invece, a mio avviso, un sottoprodotto inevitabile della malapsicologia che hanno creato gli psicologi stessi. Gli psicologi che hanno fatto della psicologia clinica un insieme composito di filosofie della mente; gli psicologi che hanno voluto che la psicoterapia diventasse un prodotto del mercato della formazione. Gli psicologi che arrogano diritti d'autore sull'acqua calda, arrogando il diritto ad essere gli unici a poter esprimere un punto di vista sulla vita della mente, muovendosi sul piano filosofico: fino a prova contraria, ognuno è libero di esprimere il proprio pensiero, quindi se ci si muove sul piano filosofico, ognuno è libero di affermare ciò che vuole. Solo il gioco di regole scientifico frena la saga del punto di vista, che d'altra parte esprimono legittimamente i pnlisti, così come gli appartenenti a qualsiasi "malapsicologia", come direbbe Vogel. La malapsicologia è degna figlia della psicologia clinica attuale. Ma gli psicologi sono troppo presi dalle loro ideologie per guardare alla cultura della scienza come ad un salvifico criterio di ordine. E tutto questo rischia di portare la cultura della psicologia al suo più totale fallimento storico. Vogel ha sbagliato titolo: avrebbe dovuto intitolare il libro "la malapsy figlia della nostra malapsy", la malapsy fatta dagli psicologi.


don vincenzo il 17 novembre 2009 alle 11:38 ha scritto:

veramente bello!!! hai proprio ragine il testo è ricco di citazioni originale di san Filippo. sicuramente una fatica editoriale ma che vale la pena leggere e soprattutto meditare

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dino battistuzzo, dino.battistuzzo@gmail.com il 15 novembre 2009 alle 17:41 ha scritto:

Un libro semplicemente stupendo che lascia un segno profondo su chi lo legge.Lo consiglio vivamente a tutti,laici e cristiani.

Il suono di mille silenzi - Emma La Spina
Libro

Caterina Triolo il 14 novembre 2009 alle 21:04 ha scritto:

Molto bello e commovente!

Caterina Triolo

Gianni suzzi il 14 novembre 2009 alle 13:04 ha scritto:

Raramente capita di leggere libri scritti in modo semplice, intuitivo che ti fanno immaginare luoghi e sensazioni.
Questo libro mi ha trasmesso delle emozioni molto intense e parecchi turbamenti; non pensavo che nella sicilia degli anni settanta esistessero situazioni paragonabili alla Parigi del "700.
Un ringraziamento a Emma La Spina per averci messo al corrente di queste realtà che a questo punto forse sono ancora presenti in alcuni luoghi del nostro paese!
Il libro l'ho completamente divorato in nemmeno due giorni e sarei veramente interessato ad un eventuale continuazione della storia perchè mi diventa difficile riuscire a pensare cosa possa succedere alla ragazza 18enne che si ritrova sola senza alcuna esperienza vera di vita in mezzo ad una strada.
Grazie Gianni

tania il 13 novembre 2009 alle 11:35 ha scritto:

credo che questo libro sia un capolavoro....una donna che è riuscita a mettere nero su bianco quello che ha vissuto.....quanto coraggio ..... quanta forza....una bambina EMMA da cui tutti dovremmo imparare.......

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Irene il 14 novembre 2009 alle 13:26 ha scritto:

E' un libro che si fa leggere tutto d'un fiato, che ti da tanta serenità e ti fa riflettere molto sul significato della vita, della grandezza e della povertà (intesa in senso evangelico). Conosco la Santa quasi da sempre ma vorrei approfondire la mia conoscenza leggendo ancora altro. Grazie a chi avrà qualche suggerimento da darmi.


babbyfragola, babby_fragola@hotmail.it il 13 novembre 2009 alle 21:19 ha scritto:

Vorrei solo dire di pregare sempre per tutte queste persone che non hanno avuto ancora il coraggio e la fortuna (anche se ovviamente questa non esiste) di lasciarsi avvolgere da quell'immenso abbraccio misericordioso di Dio.
Siate voi testimoni, come Michela, non solo delle brutture del mondo, ma anche e soprattutto di amore, quell'amore che va oltre e che ti taglia in due per la sua semplicità. Spesso cerchiamo delle felicità artefatte, dei meri piaceri che sono menzonieri e illusori... ma il cuore dell'uomo, che sempre è inquieto, vuole e cerca la stabilità di una gioia che sia duratura.
Vi prego di non smettere mai di accostarvi alla Verità, così da poter essere "testimoni veri".
Pregate sempre per l'altro, soprattutto per chi non ha ancora trovato Dio.
Pregate perchè non abbiano paura.
Pregate per chi dice che Dio non esiste.
Pregate per chi sfida Dio, affinchè Egli gli risponda prima che "l'altro" se ne approfitti.
Io pregherò per tutti vuoi affinchè possiate sentire ogni giorno di essere amati personalmente, unicamente per le meravigliose creature che siete, seppure imperfette.
Che la misericordia di Dio sia da sollievo ad ogni vostra sofferenza e inquietudine.

Con affetto
Barbara

ps
Grazie Michela, vorrei conoscere il tuo volto solo per porterti abbracciare!
ma con le mie preghiere e le mie lacrime mentre leggevo il libro sono sicura che il mio abbraccio ti sia già arrivato ;)

fede il 11 novembre 2009 alle 21:10 ha scritto:

che dire di questo libro??si commenta da solo!!io posso solo dire che questa ragazza l'ho conosciuta così come ho conosciuto chiara la quale non è una santona ma è semplicemente una ragazza con uno sguardo disarmante che ha deciso di immergere la sua umanità nel progetto di Dio e con la sua umiltà e il suo immenso sorriso ha aiutato tanti ragazzi a trovare la vera felicità.
detto ciò sono sicura che per credere bisogna vedere e consiglio ,chiunque sia curioso, di andare in una comunità di nuovi orizzonti, lì troverà dei fratellini pronti a donare un po' della loro pace e delle loro esperienze.Le porte sono sempre aperte,poichè chi gratuitamente ha ricevuto gratuitamente dona!!! fede

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angelo, c.davinci@virgilio.it il 13 novembre 2009 alle 20:06 ha scritto:

ho letto questo libro a 18 anni e mi ha lasciato il segno.
lo consiglio a tutti coloro che sono disperatamente alla ricerca della propria spiritualità.
L'incontro con Dio è solo la logica conseguenza dell'elevazione dell'uomo sulla meschinità del nostro vivere quotidiano

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Amelia il 13 novembre 2009 alle 14:07 ha scritto:

Non ho parole, sono già stata in terra d'africa, mi ci sono ritrovata...vale la pena leggerlo.

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gabriele il 12 novembre 2009 alle 00:51 ha scritto:

Il libro di Umberto D’Anna In un cerchio di vita ha un pregio particolare: quello di essere una confessione autobiografica autentica e profondamente umana.
Una sensazione che il lettore avverte immediatamente di fronte a tante esperienze di dolore vissute senza falsi pudori, ma sempre con grande dignità. Quello dell’autore è un invito alla speranza e all’ottimismo, un rifiuto del vittimismo, della disperazione e dell’autocommiserazione:
Eppure ragioni per indurlo a simili atteggiamenti ne ha avute più d’una. Tutte tentazioni vinte grazie ad una volontà di ferro, ad un coraggio indomito, al proposito mai sconfessato di affermare, anche nella sofferenza quotidiana, la propria dignità di uomo.
Da trentacinque anni impegnato nella lotta contro la tetraparesi spastica che lo affligge fin dalla nascita, l’autore propone all’attenzione del lettore frammenti della sua vita legati alla sua patologia, che gli hanno fatto scoprire indifferenze, incomprensioni, incompetenze, ma anche solidarietà, dedizione professionale, amicizie, l’amore di una consorte, la gioia dei figli.
Un libro nato dal cuore ed insieme una riflessione critica su se stesso, che vuole essere di aiuto a chi soffre, a chi è segnato dall’esperienza del dolore.

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arial il 11 novembre 2009 alle 20:25 ha scritto:

è uno dei più bei libri che ho letto, moltro istruttivo su quel mondo invisibile molto più presente rispetto a quello visibile.