Citazione spirituale

Tu sei qui: La voce dei clientiLibri

La voce dei clienti - Libri

Tutti i commenti per «Libri» (da 24181 a 24195 di 27345)


GIORGIA DENINOTTI GIORGIA il 8 novembre 2011 alle 16:56 ha scritto:

bellissimo calendario!!!Lo consiglio a tutti quanti!!!

Leggi tutti i commenti (4)

Umberto Masperi il 8 novembre 2011 alle 13:36 ha scritto:

All’inizio della lettura di questo libro mi ha fatto un certo effetto pensare che uno dei più significativi esegeti cattolici (gesuita) , 5 anni prima della sua morte,novantenne , ci ha "donato" un testo che indica come tema l’ “agire” , anziché il “contemplare”. Ma : l’agire … secondo il Vangelo ;agire,allora, che è anche un contemplare, pregare che si confronta con la parola di Dio che mi illumina (rivelazione). Ogni cristiano sa che ha un dovere: far sì che le sue azioni ‘testimonino’ che ad operare in lui è un “ Altro” (azione di grazia, azione di salvezza). Il Maestro, in Paolo, è “nuovo” Adamo (eschatos Adam): anche noi che sperimentiamo, a seguito della costante presenza del male, il “vecchio” adamo quanto volte ci troviamo a desiderare di essere sempre più … un “nuovo adamo”! Col suggerimento di Léon-Dufour ci apriamo alla nuova antropologia, secondo la mentalità biblica: “ Allora che cosa sono l’anima e il corpo? Azzardo una proposta: il corpo è la terra di cui partecipo oggi, l’anima è lo Spirito di Dio di cui partecipo oggi”. (cit. , pag.8).
Il nostro agire … secondo le cinque tappe del libro. 1°) Dio presente:viene per regnare,è qui (cap.I).
Analisi del concetto del “regno di Dio”, secondo la tradizione sinottica e nella “trasposizione” in Giovanni. Il capitolo termina con “Apertura” . Puntualizzazione sul concetto di “Alleanza” ( ” anticipato”, e così spesso ricorrente , nell ‘A.T.) : “Gesù viene inteso come l’Alleanza personificata … Gesù diventa il prototipo dell’uomo unito a Dio con l’Alleanza che si è compiuta pienamente in lui stesso”.(p.41) 2°) Criterio dell’agire (cap.II).
Gesù di fronte alla tradizione giudaica ( la Legge-Torah). a) Tradizione sinottica: Gesù non sopprime la Legge ma ne rivela il senso ( alcuni aspetti concreti e la presa diGesù). b) In Giovanni: la Legge si compie nella Verità, il comandamento nuovo.
3°) L’uomo di fronte alla venuta di Dio ( cap. III).
a)Tradizione sinottica. L’uomo è peccatore; quando l’agire umano è autentico ( il dono gratuito della salvezza:” … perché è al tempo stesso un agire di Dio”) (p.85). b)In Giovanni: la luce, le tenebre.; il discepolo: …” l’azione del discepolo consiste nell’esprimere l’agire del Figlio”. … “ si impone una domanda: l’uomo è forse Dio? In sé,certamente no! Ne è comunque l’immagine”.
4°) L’uomo … “ di fronte alla realtà di questo mondo” (cap. IV).
a)Tradizione sinottica. Essere e avere ; il denaro; il ricco e il povero ( il fossato che il ricco scava separandosi da Lazzaro ) ; la sessualità: con l’incontro di un altro essere ( la donna ) l’uomo accede all’ io; divorzio e separazione: nel giudaismo, in Gesù; la società; il potere. b)In Giovanni:il comandamento dell’amore ( “Vi ho dato l’esempio perché in virtù di ciò che io ho fatto,facciate anche voi”.).
5°) Nel cuore dell’agire umano (cap V).
Il Dio del perdono,il Dio dell’amore. Amare l’altro: il prossimo.
Verso la fine scrive il nostro esegeta, : “… l’uomo si trova sempre di fronte all’altro. Il cristiano scopre che quest’altro è Gesù stesso,colui che non riconosce immediatamente , col quale vorrei entrare in dialogo”.


* … Io , mentre leggo queste parole del gesuita francese, non posso non ricordare, e confrontarmi con , l’altro pensatore francese ( così lontano, ma letto con interesse nei miei anni di studio giovanili) che lanciò quel grido: “ …l’inferno … sono gli altri” (Sartre).


* … Chiudo il libro , esprimo il messaggio che mi viene spontaneo cogliere = l’uomo del presente è l’uomo dell’agire;forse inconsciamente porta dentro di sé quel famoso “assioma” che venne espresso un secolo e mezzo fa dal filosofo tedesco (Feuerbach ) : l’uomo nulla è senza il suo agire, senza la sua attività che ‘oggettiva’ la propria ‘essenza’ ( principio che a metà Ottocento , subito, ebbe la sua storica evoluzione nel ‘prassismo’ marxista ( Marx: 11° Tesi: ” I filosofi hanno soltanto diversamente interpretato il mondo; si tratta di trasformarlo”). Io, credente, mi devo porre di fronte a quel … “torrente di fuoco /feuer-bach “, seguendo il messaggio evangelico ( che mi viene opportunamente presentato anche in questo libro); so con certezza, per esperienza di vita, che la verità non può mai essere “ verità a metà ”.
Infatti : Lèon-Dufour al termine del suo lavoro mi ricorda che Sant’Agostino lo aveva scritto.

“ E’ cosa nostra quel che si ha da noi ed è cosa nostra pure quello che si dona a noi … poiché è nostro in quanto donato da lui (=Dio) : Nostrum est quod a nobis habetur; nostrum est et quod nobis donatur … Illo dante fit nostrum”.
* … Mi risuonano le prime parole della “Prefazione” ( “Ora che sto invecchiando …” ).

Ma – ADESSO - posso chiedermi : “ Chi è “vecchio” e chi è “giovane” di fronte al PROBLEMA DELL’AGIRE ? “.

Leggi tutti i commenti (2)

arnaldo, donarnaldo@katamail.com il 8 novembre 2011 alle 12:16 ha scritto:

Giona è uno dei profeti più affascinanti, è di grande insegnamento a molti... Nella sua semplicità e con tutto se stesso rivela il disegno divino per la salvezza di tutti. La Canopi è fantastica, ci siamo incontrati questa estate, ha incarnato il progetto di Dio su di lei. Sto preparando una tesi su di lui, se qualcuno ha del materiale mi farebbe piacere riceverlo per poter approfondire ulteriormente il mio studio

Leggi tutti i commenti (2)

pasquale ali' il 7 novembre 2011 alle 11:58 ha scritto:

Sto aspettando il libro. Ho conosciuto personalmente Mons. Bregantini e ho letto un altro suo libro, molto bello.


oscar il 7 novembre 2011 alle 11:24 ha scritto:

nel corpo del volume vi è un corposo e ottimo lavoro di ricerca svolto da un monaco di Bose, nel tempo nella storia, una lettura non facile ma interessantissima ed affascinante, complimenti.

Leggi tutti i commenti (2)

Catechista lucia ceraolo il 6 novembre 2011 alle 22:28 ha scritto:

ok anche per la guida!!!!!!!

Leggi tutti i commenti (2)

Catechista lucia ceraolo il 6 novembre 2011 alle 22:27 ha scritto:

mi piace molto....lo faro' conoscere ai genitori e al parroco e vi faro' sapere per un nuovo ordine

Leggi tutti i commenti (3)

Catechista lucia ceraolo il 6 novembre 2011 alle 22:23 ha scritto:

interessante sicuramente lo regalero' ai miei bambini del catechismo e ci lavoreremo insieme...


Luisa Ponzuoli il 6 novembre 2011 alle 21:02 ha scritto:

E' una delle più belle agende che abbia mai avuto. Sinceramente ho già in programma di regalarlo ad alcune mie amiche. Pratica nella forma, bella la copertina ma soprattutto questa agenda offre, giorno dopo giorno, la possibilità di fermarsi un attimo a riflettere sulle belle frasi che si trovano in calce ad ogni pagina.


annamaria simonutti il 6 novembre 2011 alle 19:42 ha scritto:

Un importante sussidio per la meditazione quotidiana e personale della Parola, unica preghiera che ci accompagna e ci rinnova nella nostra formazione spirituale , la Parola, sostegno nelle difficoltà e nelle paure , che ci rafforza e ci parla del nostro Signore.


annamaria simonutti il 6 novembre 2011 alle 19:38 ha scritto:

è stato un libro che mi ha fatto prendere coscienza dell'orrore della guerra. Me l'ha fatto vivere entrando nelle situazioni vissute dall'autore, terribile , angosciante e reale . Stupenda la generosità dell'adozione che riscatta in piccola parte le brutture vissute da quel popolo.Un


Luan Masiero il 6 novembre 2011 alle 15:17 ha scritto:

è un bel libro con delle parole che vengono dal cuore, ed è libro non impegnativo per i bambini.

Leggi tutti i commenti (7)

vincenzo il 4 novembre 2011 alle 22:54 ha scritto:

Io l'ho conosciuta ed è tutto vero ......

Leggi tutti i commenti (23)

Umberto Masperi il 4 novembre 2011 alle 18:41 ha scritto:

II°
MONDO SIMBOLICO:
Dopo : A. culto ed esistenza; B. Messa,Cena e Calvario, ecco il punto in questione: C “Accesso a un mondo simbolico”.
** * Il tema,premetto subito , è assai delicato,sottile: non essendo possibile svisceralo, mi devo limitare ad semplice cenno ( chiaro :per stimolare alla lettura !), anche se possono sorgere alcuni equivoci ( cfr. la Postfazione,p.125). Il ricorso frequente alle espressioni “simbolo”,”simboleggiare” - osserva Léon-Dufour - richiede una considerazione specifica.
1) Di solito “simbolico” viene inteso come “non reale” ( cfr. anche i teologi ai tempi del Concilio di Trento). “Per noi oggi –dichiara l’esegeta gesuita- il simbolico non contraddice il reale, MA NE E’ IL SENSO PROFONDO” (p.116, sott.mia).
2) La forza (funzione) evocativa del simbolo: mostra uno stretto rapporto tra ciò che si vede in modo sensibile (immediato) ed una realtà più elevata. Non più “causa-effetto”, ma “integrazione”, secondo la maniera biblica di pensare (significato: la salvezza; significante:la materia ).
3) “Celebrando l’eucaristia la Chiesa … compie un atto salutare … un “atto di linguaggio”. Essa esprime simbolicamente il mistero che fa esistere”.
4) La continuità che unisce la messa alla Cena: la Chiesa esprime il passaggio di Gesù ( la sua Pasqua di salvezza), non come un “effetto” dell’azione liturgica, ma come ‘azione stessa’ di Gesù: attualizzando le parole di Gesù. È Gesù che agisce, attraverso lo Spirito.
5) La presenza reale è il mistero che va posto evitando i due eccessi: quello del “materializzare” (come presenza di ordine materiale),quello dello “spiritualizzare ( come una presa di coscienza di una realtà permanente, come si ebbe già in Berengario di Tours,X secolo, condannato dalla Chiesa).
6) Ci si può esprimere,dicendo:”Il pane “è” e “non è” il corpo di Cristo; suggerisce Léon-Dufour: non sono io all’origine del mistero. La presenza è “oggettiva” proprio perché dipende dall’iniziativa del risorto che io,per mezzo della fede, colgo nel mistero. “ Non sono io che dichiaro l’identità tra il pane e Gesù, ma sono io che,con la Chiesa,credo e dichiaro che il pane è divenuto Gesù che ci offre la sua vita”.
*** Il testo scritto negli anni post-conciliari .
Io lo interpreto come un testo ,cioè,in cui si pone l’esigenza di un linguaggio più vicino a quello biblico ( rispetto a quello della teologia scolastica). Si avverte subito: non è per sostenere una novità ( per così dire ) ma per procedere sulla linea di rinnovamento post conciliare.
Testo NON SOLO BELLO , ma … efficace ( se ci pensiamo tutte le volte che anche noi … NON “assistiamo” alla messa - mia polemica sull’antico rito , non mi nascondo - MA partecipiamo alla celebrazione:
a) “ Questo incontro di Gesù nel pane eucaristico mi porta prima di tutto a Dio; il progetto di Gesù infatti si identifica con il progetto di Dio stesso … sono in comunione con l’opera di grazia di cui il Padre è la sorgente”.
b) Come nelle “ apparizioni” del risorto ( = l’esempio utilizzato da Lèon-Dufour) dopo il riconoscimento viene la missione (“Andate”).
“ Mediante l’incontro cultuale, sono inviato nel mondo; l’eucaristia si apre nel servizio fraterno”.
“ Nel passato, l’espressione ‘corpus mysticum’ designava propriamente l’Eucaristia “ ; oggi è la Chiesa che viene chiamata “corpo mistico di Cristo”.
c) “Presenza” attiva, “sinergia”, “ l’eucaristia fa la Chiesa”. Il Cristo si dona come cibo, è il nutrimento della Chiesa.

TERMINO con una semplice osservazione: approfondire sempre meglio il significato di “simbolo” ( e ,quindi, di “linguaggio simbolico” ) con COSTANTE riferimento al testo evangelico,riscoprendo la fonte di ricchezza-verità in essa zampillante, non è forse come … l’esigenza di cogliere nella sua specificità il significato di “analogia” ( con buona pace di K.Barth) e quindi di “linguaggio analogico” ( = per analogia ) quando, partendo dalla … ‘ragione’, si affronta il problema del discorso su Dio ( conoscenza di Dio, “parlare “ di Dio) ?
CERTO: due contesti-livelli diversi, ma il primo ci è , come credenti, più ‘vicino’ ( è la nostra vita: sacramento,liturgia,comunione ecclesiale).

Umberto Masperi il 4 novembre 2011 alle 18:11 ha scritto:

Commento in due parti, a causa della lunghezza ,resasi necessaria.
>

Sull’eucaristia va certamente segnalato questo lavoro del grande esegeta francese Xavier Léon-Dufour che ci ha dato testi di grande spessore e competenza per l’approfondimento del messaggio della Bibbia,soprattutto del N.T. ,negli anni 60-80 del secolo scorso (è morto quattro anni fa, 2007). E’ sufficiente ricordare il magistrale :“Lettura dell’Evangelo secondo Giovanni” che manifesta la particolare attenzione che sempre ebbe per il quarto evangelista.
Questo testo, ANCHE SE nella “Premessa” ha una punta polemica ( che non condivido ) sull’aspetto di “adorazione” del Santissimo esposto sull’altare ( “Perché non protestare la subordinazione della messa all’esposizione del Santissimo”),dovuta ( come non è difficile capire, con quel ‘subordinare’!) ad una prospettiva “settoriale” su tale Mistero che l’esegeta intende criticare o superare , TUTTAVIA ci offre un discorso che andrebbe seguito attentamente,con precisione, per risalire alle “origini” ( già con la scelta di “Pane di vita”, anziché “eucaristia”, nel titolo). “Il mio intento … non è quello di un dogmatico …E’ quello di un esegeta:proporre al lettore i testi eucaristici perché possa coglierne meglio il senso e la portata”.
La ricchezza di contenuto si evidenzia subito: dalla pratica primitiva dell’eucaristia all’approfondimento dei testi sulla Cena di Gesù secondo le due tradizioni (cultuale e testamentaria); dalla sottolineatura-spiegazione della parola sul pane ( mio corpo) e sul calice (sangue versato) al grande imperativo (il memoriale:”Fate questo in memoria di me”).
Con la sensibilità sopra segnalata ,il cap.6 è dedicato al “Pane della vita secondo Giovanni”.
** DICO subito ,dopo questa doverosa premessa sul contenuto, che la lettura mi è stata veramente utile (anzi: un preciso ‘apprendimento’), per essere stato aiutato a capire , un po’, un concetto che mi è sempre risultato piuttosto difficile ( qui ,ora, nella sua valenza teologico-liturgica; altrove nello “specifico” del problema filosofico della conoscenza): il SIMBOLO. ( E , con l’occasione, anticipo che c’è un libro che veramente raccomando :”Un biblista cerca Dio”.EDB,2004,raccolta di saggi, con il XIX ”Per una lettura simbolica del IV Vangelo”,1980; un libro che chissà se un giorno mi “sentirò in grado” di commentare !).

SIMBOLO . Infatti il cap. 7 ( “Apertura” ) pone la domanda :
”Qual è il senso dei testi
per me,oggi ?".