Citazione spirituale

La voce dei clienti

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Umberto Masperi il 24 agosto 2014 alle 14:26 ha scritto:

Volendo, dopo non pochi propositi, avviare nuove conoscenze (autori del Nord), ed in particolare della famosa scrittrice svedese, proposito sempre rimandato, ho scelto la sua prima grande opera (del 1891), facendomi “condizionare” da quella definizione di “romanzo” utilizzata nella presentazione dell'editore. Subito sorgono le prime difficoltà: mi aspettavo analisi psicologiche, fini interessanti rivelatrici, della personalità dei protagonisti (quel mondo interiore che la bella letteratura ci fa approfondire talora anche meglio di qualche testo di psicologia). I primi ‘incontri’ (personaggi, ambienti)confesso che mi hanno deluso: non sono tipici di un “romanzo” (nel senso detto). La lettura procedeva con una certa difficoltà, quasi un peso che mi portavo pagina dopo pagina, pensando che in unico volume, di quasi cinquecento pagine (che unisce i due volumi d’origine) il cammino della lettura sarebbe stato lungo per giungere alla fine.
* Testardo qui lo sono per mia scelta: quando ho tra le mani un libro (vera passione dagli anni liceali) non mi do per vinto: continuare, continuare. Innanzitutto è solo colpa mia: forse che il titolo non mi orientava nel modo corretto? “SAGA”, quindi insieme di racconti sullo sfondo di tradizioni, di ‘narrazioni’ in ambito familiare, vero epos… anche se ‘ristretto’ ad ambienti geografici di carattere locale (racconti che da ragazzina questa scrittrice avrà ascoltato con chissà quale entusiasmo, e che generavano probabilmente quella fantasia creatrice di cui ci ora fa partecipi). Manca un altro elemento: la stessa parola (Saga, norreno saga, ted. Sage, cfr. verbo sagen) è indicatrice dei paesi del Nord (quindi civiltà- cultura-mentalità-spiritualità (in senso laico), alquanto diverse dalla nostra ‘mediterranea’). I numerosi personaggi, le ancor più complesse loro vicende diventano “incontri” interessanti, per un lettore non distratto.
** Su cosa mi hanno fatto riflettere queste pagine? Il grave problema del male, declinato in molte forme ed aspetti, che circonda i protagonisti, a cominciare da Gösta Berling (che-ahi-non è un 'sacerdote' ma un ‘pastore’ (protestante), e questo… significa qualcosa). Un ubriacone incallito (ma lo “confessa” subito: in quel clima così freddo, di solitudine ed isolamento soprattutto nella stagione invernale…), una vittima di quel tarlo che lo rende ‘malvagio’ e che talora gli fa seminare il male negli altri. Lettura che consiglio, anche se osservo: visto quanto sono ‘importanti i diversi personaggi di questi racconti, dopo aver superato quella difficoltà d’inizio, nella mia mente continuo a “leggere” un titolo…diverso: ”La saga del Värmland”(svedese facile: v?rma, riscaldare; paese di calde passioni, in quelle terre fredde?)
*** E DOPO quella fatica, c’è stato un premio: la bellezza, tutta d’un fiato, di:”L’imperatore di Portugallia” (cui rimando, e che mi sono permesso di commentare).


PASQUALE LEGGIERO il 24 agosto 2014 alle 08:07 ha scritto:

Uno strumento utile per fare chiarezza su un argomento spesso e volentieri controverso.
Forse si sarebbe potuto indagare di più il rapporto esistente fra preghiera di guarigione e preghiera di liberazione - comunque un buon libro.

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Dott. marilena bogazzi il 23 agosto 2014 alle 10:42 ha scritto:

La potenza di questa Novena è immensa. Recitata con fede chiede alla Madonna di sciogliere i nodi della nostra vita (situazioni difficili, sofferenze, malattie, lutti, disagi e tutte le situazioni che non riusciamo a sciogliere nelle vita). E' una Grazia immensa!!!

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Dott. marilena bogazzi il 23 agosto 2014 alle 10:41 ha scritto:

Bellissimo album! Un ottimo regalo per i neo genitori e con la Libreria del Santo si può spedire anche agli amici lontani in attesa di vedere il nuovo arrivato di persona :-) Consigliato! Io l'ho appena regalato.


Umberto Masperi il 23 agosto 2014 alle 09:05 ha scritto:

Ad inizio di lettura subito si avverte di aver scelto bene: un piccolo gioiello di delicatezza, pagina dopo pagina. Fruizione estetica (brevi capitoletti-scelta intelligente che rende la lettura scorrevole-caratterizzati da stile appropriato e bello); arricchimento spirituale (in un mondo-anche della letteratura-che spesso ha “bisogno” di provocare per accattivarsi il ‘pubblico’) per la tenerezza che unisce Jan al suo “sole“ (KLARA=luminosa/FINA=bella/GULLE,guld=oro). E per chi è stato papà…quel suo primo giorno…non è forse così?( “…non riuscire a capire perché il cuore dovesse battere e martellare in quel modo nel suo petto…”, p.24; “...non è solo il giorno in cui è nata Klara Gulla, è anche il giorno in cui è nato il mio cuore”, p.40).

* Non ho più trovato una Lagerlöf, per così dire, “calvinista”-luterana della “Saga di Gösta Berling”, che mi ha dato un certo fastidio, nel suo grande romanzo del 1891 (che invito, in ogni caso, a leggere!), ma quella con religiosità più autentica, evangelica (”La mattina di Natale”, pp.41ss.-ossia la mattina dei bambini che, verso le cinque, alla luce delle torce, formano una piccola schiera che attraversa campi, bosco, per giungere alla chiesetta: …”I più avevano quasi l’impressione di camminare sotto il cielo come i Re Magi, guidati da una stella, per andare a cercare il neonato Re dei Giudei”. Giunti in cima alla collina, la chiesa appare in lontananza: …”Quando Jan la vide, non poté fare a meno di pensare a quella povera gente in Palestina che una notte aveva vagato portando con sé un bambinello ….”.

** L’incanto che domina le prime pagine non deve però indurci in errore: non c’è solo questa ”poesia”. Attorno a Jan c’è pur sempre quel mondo del male, dell’egoismo, del dissidio, che è l’eterno problema di noi tutti: il ‘nuovo proprietario’, Lars Gunnarson, che, per il pezzo di terreno, dapprima donatogli dall'allora proprietario, su cui Jan ha costruito la sua casetta, pretende cento scudi, cifra impossibile (“Quando al povero tolgono la casa, è finita per lui”…”Finché il povero ha una casa, ha l’impressione di valere come tutti gli altri. Ma chi non ha una propria dimora non si sente un essere umano”. (Mi viene da pensare: “Vulpes foveas habent, et volucres caeli nidos, Filius autem hominis non habet, ubi caput reclinet”. Luca,9,58).

*** Ora bisogna seguire tutta la vicenda che ne scaturirà, complessa difficile tormentata, con un crescendo che ci prepara, a tappe, alla drammatica realtà finale (a partire da quel padre che, senza la sua figlia-lontana…e lui sempre in attesa-costruirà quel mondo tutto suo:…una “imperatrice”, nel nuovo regno; un ”imperatore” tra i suoi, nelle sperdute valli delle Askedalar. Fantasia, pazzia… Soltanto?). Non bisogna aggiungere altro: il lettore ha diritto ai colpi di scena, e di essere lasciato libero nella sua tensione verso l’imprevisto (il: “come andrà a finire”?) e tocca proprio a lui approfondire il messaggio di questo libro; libro di cent’anni fa (1914), 16 edizioni Iperborea(1991-2011), della prima donna premio Nobel (1909).
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Da parte mia:
A) L’eco del messaggio biblico sui genitori (“Fili, suscipe senectam patris tui et non contristes eum in vita illius - Figlio, soccorri tuo padre nella vecchiaia, non contristarlo durante la sua vita - et, si defecerit sensu, veniam da et ne spernas eum - Anche se perdesse il senno, compatiscilo e non disprezzarlo - … Quam malae famae est, qui derelinquit patrem _ Chi abbandona il padre è come un bestemmiatore”. Cfr. Liber Ecclesiasticus –Siracide – 3,12 ss. Trad.CEI)

B)…“Mentre sta lì ad occhi chiusi, rivide davanti a sé suo padre com’era stato durante la sua giovinezza, quand’erano così buoni amici. RICONOBBE IL SUO VOLTO, come le era apparso/( …)Lo riconobbe com’era quel giorno in cui...Cercò di trattenere QUEL VOLTO davanti agli occhi/( ....)QUEL VOLTO non le voleva che bene /( ....) Ovunque andasse e dovunque si fermasse,il padre voleva SOLO ESSERLE VICINO e PROTEGGERLA. ERA IL SUO SOLO DESIDERIO/(sott. mie).

°°° Anche a me (a te) lettore, verso la fine (il cuore forse che...non ‘batte’ e non ‘martella’ nel petto?

Un po' di filosofia (anzi: di messaggio biblico) dalla letteratura): il CUORE ... il VOLTO.


Carlo Spano il 22 agosto 2014 alle 21:41 ha scritto:

Bello, di buona qualità e molto pratico.

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Carlo Spano il 22 agosto 2014 alle 21:41 ha scritto:

Bello, di buona qualità e molto pratico!

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Ale S il 22 agosto 2014 alle 20:20 ha scritto:

E' un libro sicuramente interessante ma non semplice da capire per chiunque. Presuppone una conoscenza di base di nozioni metafisiche, ma, probabilmente, con qualche sforzo è possibile leggerlo anche per chi sa poco di filosofia. Le riflessioni o meglio le lezioni di Edith Stein sul tema della persona umana e dell'educazione sono quantomai attuali, perennemente attuali, dovrebbero approfondire il tema tutti gli educatori, ma anche tutti i cristiani, soprattutto genitori, maestri, insegnanti e catechisti, che spesso dimostrano di non conoscere nulla riguardo temi così fondamentali come "la persona umana".


Ale S il 22 agosto 2014 alle 20:11 ha scritto:

Consiglio a tutti la lettura di queste fonti importantissime. Si tratta degli scritti apostolici - sono solo alcuni - dei primi cristiani. Composti nel II secolo dopo Cristo sono una testimonianza incredibile della fede delle prime comunità cristiane. La lettura di questi testi è molto edificante e attuali gli insegnamenti che impartiscono. Si consiglia la lettura a tutti quelli che non conoscono queste opere.

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Ale S il 22 agosto 2014 alle 20:06 ha scritto:

E' un piccolo crocifisso con la medaglia di san Benedetto che si può portare in macchina, dopo averlo fatto benedire o esorcizzare. Sembra adatto a tale scopo proprio per le dimensioni. Il crocifisso ci identifica come cristiani, portarlo nella propria auto, mettendolo in un posto ben visibile può essere un modo per testimoniare la propria fede.

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Ale S il 22 agosto 2014 alle 19:59 ha scritto:

La lettura di questo libro deve precedere quella di "La ricerca di Dio. Trattato di teologia filosofica" perché contiene tutte le nozioni base per poter affrontare il discorso filosofico su Dio. La filosofia di Dio infatti è una parte della Metafisica, il culmine, a cui si arriva solo dopo un lungo studio e con la conoscenza previa di tante nozioni metafisiche. Per poterlo comprendere davvero è necessario partire da qui. In questo manuale vi è in sintesi un quadro generale di tutte le nozioni prime della Metafisica e dei primi giudizi. Non è facilissimo, perché la materia non lo è, benché sia fondamentale per comprendere i fondamenti della realtà. Il discorso metafisico si colloca a sua volta all'apice di quello filosofico e indaga l'ente ossia ciò che è, quindi tutta la realtà! Trascurare la dimensione metafisica della realtà significa vivere una vita superficiale, improntata al materialismo e perdere il gusto della vera conoscenza di ciò che siamo e di ciò che ci circonda.

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Fonti francescane. Ediz. tascabile
Libro

Ale S il 22 agosto 2014 alle 19:51 ha scritto:

Fonti francescane, come dice il nome, è una raccolta di scritti che riguardano San Francesco: dalla biografia di Tomasi da Celano, la Legenda Maior e Minor, i Fioretti di San Francesco, le esortazioni, molto belle e anche la vita di Santa Chiara e tante altre cose. E' un piccolo libro ma molto intenso, perché in versione tascabile e pertanto è scritto anche molto piccolo. Una piccola biblioteca francescana a portata di mano.

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Ale S il 22 agosto 2014 alle 19:48 ha scritto:

Non si può dire che sia un libro eccezionale, ma è ben fatto e semplice, alla portata di tutti. Ne consiglio la lettura a chi non sa nulla di questo santo, a chi vuole introdursi con facilità ad apprendere per sommi capi la sua vita. E' un libretto sintetico ma molto utile per iniziare ad entrare in amicizia con questo grande santo! Può essere anche un buon regalo.

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Ale S il 22 agosto 2014 alle 19:44 ha scritto:

Vi consiglio la lettura di questo libro. E' la biografia di santa Rosa Venerini fondatrice delle maestre Pie. Una biografia ben strutturata e soprattutto una vita estremamente interessante. Si accenna anche a santa Lucia Filippini, altra grande santa delle maestre Pie, più giovane di Rosa. La scuola dovrebbe imparare molto da queste maestre di santità.


Andrea Tessari il 22 agosto 2014 alle 15:24 ha scritto:

Quella scritta da Renè Bazin è la prima e più famosa biografia su Charles de Foucauld, quella che lo ha fatto conoscere al grande pubblico.
Pur risentendo di alcuni aspetti culturali dell'epoca, è un capolavoro da leggere, un tesoro inesauribile. Uno dei pregi è senza dubbio il fatto che l'autore ha cercato di persona e raccolto in questo libro testimonianze sulla vita di Charles de Foucauld che altrimenti sarebbero andate perdute.

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